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E dopo il Covid tutti a Barbados

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Corriamo per arrivare primi sui vaccini. Mentre c’è chi si apre al mondo. Cercate sulla mappa le Piccole Antille
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ROMA – Nel mondo, nonostante la pandemia, arriva ogni tanto pure qualche buona notizia. Se l’Oms denuncia il “catastrofico fallimento morale” dei Paesi ricchi che si accaparrano vaccini senza curarsi degli altri, c’è qualche Paese meno ricco che dà l’esempio. Capendo che un futuro sostenibile lo si costruisce solo insieme con gli altri. La storia arriva da Barbados.

Nello Stato-isolotto delle Piccole Antille, sì e no 290mila abitanti, nove su dieci con antiche radici afro, si sta discutendo un disegno di legge che cambierebbe le regole sulla cittadinanza in modo radicale. Diventerebbero “Bajans”, appartenenti alla comunità a pieno titolo, non solo figli o nipoti ma tutti coloro che dimostreranno di avere un lontano antenato vissuto da quelle parti.

Il progetto, annunciato dalla prima ministra Mia Mottley, si chiama “We Still Gatherin”, ci stiamo ancora ritrovando. In Italia non se n’è scritto mezza riga. Se n’è accorta invece la Bbc e soprattutto i giornali della Liberia, il Paese degli schiavi liberati dall’altra parte dell’Atlantico che il 6 aprile 1865 accolse come fratelli 346 migranti salpati da Barbados. Ecco: mentre ce ne stiamo dentro casa, ogni tanto potremmo guardare il mappamondo. Aprendo gli occhi e magari provando a immaginare. Pronti, quando si potrà, a metter zaino in spalla.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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