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Bologna è “sporca” e “annoiata”, la sua ricchezza va “cucita”: Lisei e Zacchiroli a #mandaloaDiRE

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Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione e il presidente di Eccar sono gli ospiti del format Dire sulla città in previsione delle amministrative
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Montaggio video di Davide Landi

BOLOGNA – La città descritta in tre parole e altre tre per indicare come dovrebbe essere o come la si vorrebbe, una cosa da salvare e una da cambiare nei prossimi cinque anni. Infine, una proposta per rilanciare la città dopo il Covid e, immancabilmente, il pronostico su chi sarà il prossimo sindaco di Bologna. Cinque domande in tutto: cinque domande per “#mandaloaDiRE, la rubrica-format che l’Agenzia Dire avvia in vista del voto nel capoluogo dell’Emilia-Romagna.

Gli ospiti di questo appuntamento sono Marco Lisei, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, e Benedetto Zacchiroli, presidente Eccar.

LISEI (FDI): “SERVE PIÙ PULIZIA E CICLABILI ADATTE E SICURE”

Di Mirko Billi

“Il prossimo sindaco? Vorrei che avesse una forte bolognesità, che conoscesse bene la città, i bolognesi e la loro grande ospitalità”. Così immagina il futuro primo cittadino Marco Lisei. Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Lisei è stato tra gli animatori degli Stati generali del centrodestra ed è dunque parte in causa: tocca anche a lui individuare e poi sostenere nella futura campagna elettorale il candidato sindaco per la sua parte. Ma non tutto è da buttare o cambiare radicalmente. Lisei, che per battere il Covid vede solo i vaccini (non certo i “lockdown caotici, soprattutto fatti in maniera caotica e con poco buonsenso”), vede Bologna un “pochino sporca, molto trafficata, però fatta da cittadini molto volenterosi e sorridenti”. Per il futuro, dunque “bisognerebbe rimboccarsi le maniche, ripulirla, potenziare molto la pulizia delle strade, fluidificare il traffico puntando molto sui servizi pubblici, come la metropolitana e un tram, però interrato”.

Ma l’esponente di Fratelli d’Italia, rispondendo alle domande della rubrica “#mandaloaDiRE”, punterebbe molto anche “sulla sicurezza”, vorrebbe “creare servizi per gli anziani, rendere i servizi più efficienti di quelli che sono adesso, soprattutto quelli sanitari visto che viviamo in un periodo di pandemia”. Tra le cose che salverebbe, Lisei cita invece i parchi cittadini. “Terrei e curerei di più i nostri parchi pubblici, bellissimi e frequentati da migliaia di cittadini”. Invece, nessun dubbio su cosa manderebbe al macero: “Cambierei le poste ciclabili, molte sono insicure e non adatte, le realizzerei in luoghi più sicuri per gli stessi ciclisti”.

ZACCHIROLI (IV): “LA CITTÀ È SEDUTA E ANNOIATA, LE SERVE ISABELLA CONTI”

Di Emilia Vitulano e Davide Landi

Una città “seduta, annoiata e a caso”. Ma che ha tante bellezze e merita un’amministrazione capace di tessere i rapporti tra le varie ‘anime’ di Bologna. Un’amministrazione guidata da Isabella Conti. Questa la visione di Benedetto Zacchiroli, con un lungo curriculum alle spalle, attuale presidente Eccar, che ha risposto alle domande del format #mandaloaDiRE. Oggi Bologna, “purtroppo mi sembra seduta, annoiata e a caso”, e invece c’è bisogno nel futuro di “sveglia, prontezza di riflessi e comunità”. Se deve salvare qualcosa sotto le Due Torri, Zacchiroli non ha dubbi: “La sua bellezza, che non vuol dire solo ed esclusivamente l’architettura, la sua storia, i suoi musei, l’università… La bellezza di Bologna per esempio sono anche i volti dei suoi studenti, che sono tantissimi, che la rendono giovanissima”. Poi “c’è la parte a cui dire ‘ciaone’, ‘anche no’: la sporcizia. A me spiace, ma a iniziare dai muri è una roba che non si può guardare. C’è proprio bisogno di una ripulita vera, vera, vera. Ricordiamoci che a fine luglio l’Unesco deciderà se dichiararci patrimonio mondiale: non solo i portici, sono stati aggiunti altri pezzi della città. Non possiamo permetterci di avere quello che tutto il mondo non ci invidia e che ormai chiama ‘i muri alla bolognese'”.

L’ex esponente dello staff di Matteo Renzi, quando era premier, ha una ricetta per rilanciare Bologna dopo il Covid: “Il periodo pandemico ci ha regalato una lastra di quello che è il Paese, perché ci siamo fermati. C’è una foto, enorme. Ed è una foto che preoccupa soprattutto a livello economico sapendo che molti purtroppo hanno fatto fatica. E queste fatiche si sentiranno sul medio periodo, soprattutto, ma anche subito”. Bologna “ha nella sua storia alcune intuizioni. Nella Silicon Valley c’erano i garage, dove hanno inventato cose che hanno rivoluzionato le nostre vite: il nostro garage c’è stato nel dopoguerra, si chiamavano Aldini-Valeriani. Ci vuole un’intuizione così, qualcosa che ci faccia fare il salto, che intercetti e riesca a unire” domanda e offerta. In più “c’è bisogno di un’amministrazione che torni a tessere legami importanti con le medie e grandi città europee. Perché è questo che ci ha portato per esempio nel 2000 a essere dichiarati capitale europea della cultura. Queste cose non nascono a caso”.

Infine, “il turismo: c’è nei numeri, attenzione alla proposta. Non si può ridurre Bologna a un tagliere a cielo aperto. Perché tanto i turisti quando vengono devono comunque mangiare: di questo non possiamo farne un volano di promozione turistica”. Bologna è “uno scrigno piccolo che contiene una moltitudine di bellezza da visitare. Ci sono 47 musei a livello di città metropolitana. Non c’è solo Bologna: se vogliamo entrare nella modernità dobbiamo ricordarci che abbiamo un milione di abitanti”.

Su chi vuole come prossimo sindaco, Zacchiroli, iscritto di Italia Viva, non ha dubbi: “C’è bisogno di tessere, cucire e rammendare perché ci sono tantissime ricchezze a Bologna, bisogna cucire tutti quei mondi e renderli un fantastico patchwork unitario. Ci vuole una persona che ha questa costanza, sapienza e consapevolezza. Io vedo in questo un’opportunità con Isabella Conti che, andando a vedere cosa ha fatto a San Lazzaro, visto che abbiamo le prove”, ha realizzato tutto questo.

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