Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Report Grande e Generale sedute 25-29 ottobre

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

La seduta odierna riprende il dibattito avviato ieri sera sull’Assestamento di Bilancio 2021. A seguito del deposito degli emendamenti del governo, ritenuto tardivo, i consiglieri di opposizione insorgono e lamentano lo stravolgimento del testo in prima lettura e l’impossibilità di poter dare un contributo fattivo. Anche alcuni consiglieri di maggioranza, in particolare di Rete, riconoscono come fondate le critiche, anche se ribadiscono la natura tecnica del provvedimento. Non mancano i riferimenti alla necessità di attuare le riforme necessarie per riequilibrare il Bilancio dello Stato, e le richieste di chiarimenti rispetto al prelievo dal fondo pensioni. “In questi giorni ho letto e sentito che lo Stato prenderebbe dai fondi pensioni 30 mln di euro- replica smentendo tale ipotesi il Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti- Se vogliamo dirla tutta, lo Stato destina  50 mln di euro del proprio bilancio alla copertura dei fondi”.  Da parte del Segretario infine l’invito all’Aula “ma anche alle parti coinvolte in riforme strutturali importanti, pensionistica e imposte” per trovare “un punto di sintesi non oltre il prossimo esercizio finanziario”. Infatti, “Il 2022 deve essere per il Paese l’anno in cui si promulgano le riforme- puntualizza il Segretario Gatti- in modo da avere effetto dal 2023”. 

Concluso il dibattito, prima di procedere all’esame degli emendamenti e dell’articolato, viene decisa la sospensione dei lavori consiliari e la loro ripresa nella giornata di domani, in modo da consentire l’approfondimento degli emendamenti.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 16   Progetto di legge “Variazione al Bilancio di previsione dello stato e degli enti del settore pubblico allargato per l’esercizio finanziario 2021 e modifiche alla Legge 23 dicembre 2020 n.223” (Seconda lettura)

Michele Muratori, Libera
La prima lettura è stata data lo scorso luglio, non c’era nulla se non elementi tecnici. Gli emendamenti al testo sono arrivati solo poco fa. Non è questo il modo di lavorare, noi come opposizione non abbiamo la possibilità di poter portare il nostro contributo fattivo ai lavori. C’è preoccupazione per questo prelievo dai fondi pensione che vorremmo analizzare bene. Ieri sera abbiamo avuto un incontro prezioso con le categorie sindacali per discutere gli emendamenti, ma di fatto non c’è tempo nè la possibilità di poter intervenire. Noi come gruppo Libera abbiamo presentato un emendamento, vediamo di poter intervenire e ‘ritarare’ questo provvedimento, ma in questo modo non si riesce a lavorare. Invito ad essere consequenziali quando ci si augura di lavorare con una opposizione costruttiva. Noi abbiamo volontà, ma così è impossibile. Nel dibattito non interviene nessuno.
Giovanni Zonzini, Rete
Ci troviamo a discutere un provvedimento tecnico. Alla luce degli emendamenti presentati, penso che la maggioranza debba cogliere le osservazioni delle opposizioni, è un’autocritica da fare per il prossimo bilancio, ci dobbiamo impegnare a portare all’Aula gli emendamenti in tempi utili.
Ciò detto, la situazione del nostro bilancio dello Stato è complessa, abbiamo uno sbilancio di circa 70 mln di euro di cui 20 mln legati al pagamento di debiti contratti. E’ assolutamente necessario porre interventi in essere per iniziare il cammino verso un realistico equilibrio di bilancio per garantire l’attuale stato sociale. Vorrei fare un appello al governo, dobbiamo aver anche il coraggio di perdere voti e rischiare di non essere eletti per avere poi la faccia pulita di fronte alle nuove generazioni, per dire loro che abbiamo garantito un paese sostenibile e non avergli lasciato un paese fallito. I cittadini se ne sono accorti di queste necessità, non le associazioni di categoria corporative, vedi i sindacati. Le direttrici fondamentali di intervento devono essere due:1) agire su uscite e sostenibilità del conto previdenziale, il governo rompa gli indugi, 2) agire su entrate con una riforma delle imposte dirette per aumentare le entrate in maniera equa e giusta per garantire i servizi sociali. Sono interventi che la piazza accoglierà malamente ma necessari e non più rinviabili. Stefano Giulianelli, Pdcs
Il dibattito non ha offerto spunti particolarmente interessanti, eppure sono tanti i temi da affrontare, ancorchè gli emendamenti siano pervenuti solo poco tempo fa, perché la legge è sicuramente una legge che ci ricorderemo per tanto tempo, in considerazione del fatto che ha recepito il debito estero e l’ingresso della Repubblica di San Marino nel mercato finanziario internazionale.
Alcune riflessioni sotto il profilo contbile: purtroppo, leggendo i titoli di giornali sammarinesi, si riscontrano informazioni non confermate, ovvero false, mi riferisco alla questione del prelievo dei 30 mln di euro dal fondo pensioni. Questa fuga di notizie non corrisponde a quelli che sono i fatti e a quello che è successo. Vorrei rimarcare poi quello che è stato il miglioramento dell’economia nei primi mesi del 2021 che si è rispecchiato all’interno di questo assestamento. Mi riferisco all’aumento delle entrate tributarie ed extra tributarie, + 23 mln di euro, e una riduzione delle uscite correnti e spese conto capitale per altrettanti 23 mln di euro. Entrambi sono segnali incoraggianti. In assestamento possiamo poi riscontrare la variazione in decremento di 41 mln di euro rispetto la voce ‘rimborso prestiti’. Sono dati  che testimoniano la tenuta dell’economia sammarinese nel corso dei primi mesi dell’anno 2021. Certamente, dei parametri per pianificare il debito in maniera sostenibile devono essere strumenti da inserire nella prossima legge di previsione dello Stato. Avremo modo di esaminare gli emendamenti del governo nell’esame dell’articolato.
Andrea Zafferani, Rf
Non sto dando particolari responsabilità a questo govenro per la zavorra del debito, da 12-13 anni si sta trovando un calo delle entrate e da anni, nonostante tutto, non riusciamo a fare riforme certamente impopolari e che fanno perdere voti, ma che sono essenziali per non far fallire il paese. Ci si può indebitare per un po’, ma non va bene indebitarsi per deficit strutturale, poi si fallisce. E affrontiamo poi il bilancio con assurda serenità, negli ultimi due anni questa serenità si accompagna al debito monster. Ci siamo indebitati formalmente, ora con l’esterno e le condizioni cambiano. Le dinamiche si sono complicate, i disavanzi sono cresciuti con prospettive di sanare il debito ‘zero’. Quanto possiamo andare avanti così? A fare deficit del 5% nostro Pil finanziandoli con debito permanente? Dalla maggioranza solo Zonzini si interroga. La colpa di non aver fatto riforme è condivisa dagli ultimi governi, ma il fatto che si sia contratto debito e siano cresciuti disavanzi è un problema di oggi rispetto per cui bisogna far qualcosa.
Matteo Ciacci, Libera
Spiace, visto la portata di alcuni emendamenti ricevuti ora, che non ci sia stato grande dibattito su una seconda lettura. Ho apprezzato l’intervento di Zonzini che punta al coraggio. Tre domande al Segretario di Stato per le Finanze a) il debito fatto, compreso il prestito ponte di 340 mln di euro, dove è stato utilizzato? È stato già tutto speso? Dove è finito? Per legge si prevede che un 40% sarebbe finito nelle banche per risanare i prestiti di Bcsm, ma sul resto non abbiamo notizie. b) corrisponde al vero una nuova emissione di titoli di debito, entro fine anno, per ulteriormente indebitare il paese? 3) Ci giungono voci si andrà ad attingere al fondo pensioni, per fare cosa? Su questi tre quesiti ci devono essere risposte chiare. Sul tema riforme, avete raccontato da tempo che in 44 avreste avuto capacità, idee e rapporti per mettere in campo un percorso riformista che ad oggi non c’è stato. In Italia arriverà grande liquidità per investimenti su green, digitale e sociale, da noi invece investimenti non si vedono. Vogliamo accompagnare il percorso di crescita italiana con investimenti reali in settori strategici?
Emanuele Santi, Rete
In questo Assestamento ci sono modifiche tecniche, non politiche, come previsto dall’accordo tra le forze di maggioranza e per questo la maggioranza non ha prodotto emendamenti. Sul metodo dobbiamo migliorare, indubbiamente il governo è arrivato troppo lungo sulla consegna degli emendamenti e ha dato poco tempo a opposizione e parti sociali per esaminarli. Sul bilancio 2022 un impegno a riguardo ce lo dobbiamo prendere. L’Assestamento non ha rilevanza particolare, se non quella di tracciare un punto finale sul bilancio 2021, ma sul bilancio 2022 non possiamo sbagliare né su contenuto, né sul metodo.

Riforme: vedo grande ritrosie, perché quando si toccano benefit diventano tutti contrari. Se riforme devono essere, allora bisogna che ci mettiamo nella testa che ognuno di noi deve rinunciare a parte del proprio orticello e lo dicono i dati che abbimo. Il bilancio 2022 deve contenere interventi in ottica di ridurre i costi e aumento entrate. Poi ci vuole coraggio per fare riforme che da anni vengono enunciate. Da parte di questo governo occorrono più appuntamenti di riflessione per condividere linee guida, abbiamo già attivato diversi tavoli e la volontà è di farle. Sulla riforma pensioni nodo cruciale è il ragionamento su come sostenerla, come farla meno invasiva possibile. E un ragionamento bisogna farlo sul fondo di riserva del fondo pensioni. Obiettivo di questo governo e maggioranza è di fare riforme, ma se le condizioni sono quelle che nessuno può rinunciare alla propria fetta di orticello, partiamo male. Devono essere non lacrime e sangue, ma riforme eque ma ci vogliono le condizioni perché non ci sia ‘no’ su tutto. Questo è un assetamento tecnico, in definitiva, la parte politica mi auguro sia portata nel bilancio 2022 che deve dare alcune risposte importanti per  il Paese.
Manuel Ciavatta, Pdcs
Sono emerse lamentele per i tempi di consegna degli emendamenti. Era importante per tutti- maggioranza e opposizione- fare valutazioni sugli emendamnti consegnati qualche decina di minuti fa e da uno sguardo veloce mostrano sostanziale parallelismo al Pdl di prima lettura. Non ci sono elementi rilevanti, se non relativi a questioni tecniche immediate. Si è cercato di portare l’ssestamento tenendo presente che da qui a fine anno ci sarà il previsionale dell’anno prossimo dove ci saranno elementi di prospettiva. Da questo bilancio si vede che le entrate danno segno di miglioramento ed è un segno importante, si vede che durante l’epidemia le aziende sammarinesi, anche grazie alle scelte fatte, hanno reagito positivamente. Ma se vogliamo garantire sanità e servizi per tutti bisogna garantire nuove entrate.  Chi prima doveva affrontare i problemi e non li ha affrontati non può chiedere siano affronati oggi in 2-2-4. Tutti teniamo al Paese e capiamo che o il bilancio diventa sostenibile o il Paese alla lunga non ce la fa più. Da parte nostra, del nostro Partito, faremo di tutto perché il Paese migliori nel suo assetto.
Marco Gatti, Sds Finanze, replica
Abbiamo provveduto al deposito di emendamenti che in fase di apertura di dibattito- almeno i più importanti- sono stati illustrati. Si tratta di emendamenti afferenti alla Variazione di bilancio dove si prevedono deleghe a scadenza il 31 dicembre e dove si prevedono scostamenti tra entrate e uscite. In questi giorni ho letto e sentito che lo Stato prenderebbe dai fondi pensioni 30 mln di euro. Se vogliamo dirla tutta, lo Stato destina ogni anno 50 mln di euro del proprio bilancio alla copertura dei fondi pensioni. Poi oggi, a  seguito dei cambiamenti nel fondo pensioni lavoratori dipendenti, questa somma non copre più il fondo. Non è un problema che lo Stato va a preleva, ma che quello che viene trasferito dal bilancio dello Stato al fondo pensioni è inferiore all’uscita per pagare le pensioni. La situazione è totalmente diversa. Tra l’altro lo Stato per altro ha sempre versato ai fondi pensione anche quando erano attivi. Quella somma che si è generata, somma importante, che oggi garantisce la possibilità di accompagnare la riforma pensionistica attraverso l’utilizzo di fondi e dovuta in parte a quanto è stato destinato da datori e lavoratori al fondo, ma in parte rilevante arriva anche dagli stanziamenti fatti dallo Stato negli anni dedicando una parte di risorse pubbliche al fondo stesso. Credo che l’impegno di tutti, dell’Aula ma anche delle parti coinvolte in riforme strutturali importanti- pensionistiche e imposte- debba trovare un punto di sintesi non oltre il prossimo esercizio finanziario. Il 2022 deve essere per il Paese l’anno in cui si promulgano le riforme, in modo da avere effetto dal 2023. 
Fabbri Rossano, Mis
Registro il fatto che su un argomento rilevante come l’assestamento di Bilancio, forse a seguito della presentazione di emendamenti, ho assistito a uno sciopero vero e proprio della parola dei consiglieri di maggioranza che hanno dato vita a un dibattio scarno e davvero poco pregno di elementi che avrebbero dovuto essere analizzati per tempo. Unico vero apprezzamento, a parte qualche consigliere di opposizione che ha dato atto dell’impossibilità di lavorare a seguito del deposito di emendamenti appena un ‘ora fa, va fatto al consigliere Zonzini che non si è dimenticato quando il suo partito di provenienza su questi argomenti faceva le guerre puniche. Oggi fa piacere che vi sia stato almeno un consigliere che abbia dato atto del suo imbarazzo per le modalità con cui si arriva ad affrontare l’Assestamento. Dopo di che il nulla, se non la solita retorica del ‘faremo nel 2022 quello che non abbiamo fatto nel 2021’.
Nicola Renzi, Rf
C’è un clima surreale in cui si discute l’Assestamento di bilancio, è veramente avvilente. Vorrei i cittadini potessero essere in Aula per guardare questo spettacolo deprimente, sono presenti più i consiglieri di minoranza che di maggioranza. Molti consiglieri di maggioranza si stanno prestando a votare cose viste due minuti fa e voteranno emendamenti con grande fiducia… è una vera buffonata, una mancanza di rispetto totale per il ruolo che siamo chiamati a ricoprire. In maniera sciatta e indegna si viene qui a presentare  un pastone che dobbiamo ingollare noi e soprattutto i cittadini. Alcuni emendamenti sono illeggibili dal tanto burocratese…avete avuto 4 mesi per fare questi emendamenti e ci portate questa roba qui. Non esiste il minimo rispetto per niente e per nessuno. E fa specie che dalla maggioranza si continui a difendere l’indifendibile.
Vladimiro Selva, Libera
Quanto detto dal consigliere Renzi è la sacrosanta verità, arrivare a discutere l’Assestamento con emendamenti- sono una ventina di pagine- che lo stravolgono… non so i consiglieri di maggioranza se si sentono pronti ad approvarle ‘sta roba’. Segretario, lei è consapevole che non è questo il modo di approcciarsi in un’Aula consiliare, sono allibito che in maggioraza nessuno dica ‘fermiamoci almeno a guardarli’.
Manuel Ciavatta, Pdcs
Rimango colpito quando sento qualcuno che sostiene che stiamo difendendo l’indifendibile, rimando l’offesa al mittente. Se qualcuno ha difeso l’indifendibile in certe situazioni non siamo certamente noi.
William Casali, Pdcs
Mi rifaccio all’intervento del consigliere Ciacci. Nell’ultimo periodo sono stati diversi gli investimenti fatti nelle Tlc e nel settore informativo, allo stato dell’arte ad oggi si è decisi di continuare nello sviluppo delle reti Tlc di Aass. È una infrastruttura da costruire con grande attenzione. La parte informatica necessita di infrastruttura e servizi fiduciari, quei servizi informatici che permettono di far passare non solo dati di natura ludica. Su una infrastruttura tecnologica  passano contratti, token, dati di cittadini… ecco che qui entrano in gioco servizi digitali in linea con le politiche del governo legate al percorso di associazione europea e ai regolamenti che regolano questi servizi nell’Ue.
Maria Katia Savoretti, Rf
Ricordo al Segretario Gatti che non ha ascoltato anche chi dai banchi di maggioranza aveva ripreso il modus operandi in cui sono stati presentati gli emendamenti. Io e i colleghi di Rf non siamo qua a scaldare la sedia, voliamo dare un contributo e lo si può dare non quando si presenta un nuovo pdl con emendamenti consegnati appena 10 minuti prima. Auspico si sospendano i lavori.
Eva Guidi, Libera
Avremo bisogno di tempo per intervenire sugli emendamenti, per avere spunti migliorativi. Ciò detto, continua a mancare un intervento complessivo: in che direttrici vogliamo svilupparci e in che tempi? Manca una visione di insieme. Se no si naviga a vista. Prendiamo spunto dal Pnrr dei nostri vicini, loro avranno liquidità dall’Europa, noi l’abbiamo per indebitamento. Il Pnrr ci dice dove vuole andare l’Italia: digitalizzione, transizione ecologica, infrastrutture, mobilità sostenibile, istruzione e ricerca. Spero che con la Finanziaria di fine anno arrivi un piano di sviluppo complessivo.
Marco Gatti, Sds Finanze conclusioni
La polemica mi sembra legata alla presentaizone di emendamenti prevista in sede di dibattito, come avvenuto. Nella tarda mattinata di oggi abbiamo anticipato il deposito di emendamenti per anticipare proprio il testo. D’altra parte anche le forze di opposizione ne hanno presentati alla fine del dibattito, legittimamente, In ambito dell’articolato ci accorgeremo che alcuni emendamenti sono dovuti. Se da gennaio ad oggi l’Iss ha avuto variazioni nelle entrate e nelle uscite, quel bilancio va ripreso e cambiato con emendamento, idem per l’Aass. Sono emendamenti di numeri, non sulla sostanza. Ne possiamo discutere invece sugli emendamenti rispetto le deleghe del governo.. poi ci sono emendamenti di forma e scrittura ed emendamenti che derivano dalle richieste pervenute dagli uffici per esplicitare meglio alcune parti che nella loro applicazione davano problemi interpretativi. Non sono norme che stravolgono la legge ma che tengono conto di quanto avvenuto da gennaio ad oggi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»