Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Afghanistan, i talebani vietano la musica nei luoghi pubblici

afghanistan donne
Il portavoce dei talebani ha poi definito "prive di fondamento" le preoccupazioni sulla condizione delle donne nel nuovo Afghanistan
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILANO – In Afghanistan musica vietata nei luoghi pubblici. La decisione del nuovo Emirato Islamico è stata confermata da Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, in un’intervista al New York Times.

“La musica è vietata nell’Islam. Speriamo di riuscire a convincere le persone a non fare questo tipo di cose, senza dover fare pressione su di loro“, ha detto Mujahid.

Il portavoce dei talebani ha poi definito “prive di fondamento” le preoccupazioni sulla condizione delle donne nel nuovo Afghanistan: “Se dovranno andare a scuola, all’università, all’ospedale o in ufficio non avranno bisogno di un accompagnatore”.

Nell’intervista, la prima rilasciata a un media occidentale, Mujahid, 43 anni, figura chiave della comunicazione dei talebani, ha ribadito la volontà del nuovo Emirato di instaurare relazioni “costruttive” con la comunità internazionale. La lotta al terrorismo e al commercio dell’oppio, oltre al contenimento dei flussi migratori, sono gli argomenti che i talebani sarebbero pronti a mettere sul tavolo per il riconoscimento del nuovo governo. Ma gli occidentali, ha precisato Mujahid, “non devono interferire nelle nostre questioni interne”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»