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Saltano i rimborsi alle vittime di strage, i parenti si indignano

Le associazioni dei parenti delle vittime di strage e terrorismo insorgono contro le promesse mancate del Governo
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strageBOLOGNA – Ci risiamo. Ancora una volta le associazioni dei parenti delle vittime di strage e terrorismo, in testa i parenti degli 85 morti (e 200 feriti) della bomba alla stazione di Bologna) insorgono contro le promesse mancate del Governo.

Non sono infatti entrati nella manovra finanziaria correttiva, come appunto promesso, i dispositivi per sanare la mancata applicazione dei benefici previdenziali e degli indennizzi alle vittime.

E dire che proprio le rassicurazioni su questo tema avevano evitato la clamorosa diserzione dei parenti delle vittime di strage e attentati alla giornata commemorativa in Senato del 9 maggio scorso, giorno in cui si ricorda chi perse la vita per mano del terrorismo. Macchè: anche stavolta, le garanzie date non sono diventare leggi.

I MESI DI RIUNIONI? UNA PAGLIACCIATA DI FALSE PROMESSE

“I mesi di riunioni svolte con i sottosegretari De Vincenti, Boschi, il segretario generale della presidenza del Consiglio Aquilanti e vertici Inps, sono stati una pagliacciata di false promesse”, s’arrabbiano Paolo Bolognesi, deputato pd, presidente dell’Unione vittime per stragi (oltre che dell’associazione dei familiari della vittime del 2 agosto) e il suo omologo dell’Aiviter Roberto Della Rocca.

“Le soluzioni dei residuali problemi applicativi della legge 206 sui risarcimenti alle vittime di terrorismo e stragi- spiegano- non sono state inserite nel disegno di legge sulle ‘Disposizioni in materia finanziaria’, all’ultimo esame della commissione Bilancio della Camera, come invece il Governo ci aveva garantito”. Nonostante “anni di promesse mancate, avevamo dimostrato ancora fiducia nelle istituzioni– prosegue Bolognesi- decidendo di non disertare la cerimonia della giornata della memoria delle vittime di terrorismo. Questa è la loro risposta”.

E dunque salta la ‘pax’ con il Governo raggiunta alla vigilia del 9 maggio. “Da oggi daremo la nostra, assumendo tutte le iniziative di battaglia civile contro questa vergognosa presa in giro nei confronti delle nostre associazioni”, affermano Bolognesi e Della Rocca. Proprio Bolognesi a inizio maggio annunciava fiducioso: stavolta “dovremmo aver risolto tutto”.

I nodi del contendere vedevano in cima alla lista l’applicazione dei benefici previdenziali previsti dalla legge 206 del 2004: bastavano sei emendamenti nell’ultima legge di bilancio che invece non erano passati; e mancavano le circolari per dirimere i 14 punti elencati dalle associazioni dei parenti.

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