A San Marino arriva il vaccino russo Sputnik: “Evidenze scientifiche positive, funziona”

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Agostino Ceccarini, medico responsabile della campagna vaccinale anti-covid di San Marino: "Iniettato a 25 sanitari, solo due con la febbre"
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Di Maria Laura Iazzetti

MILANO – “Le evidenze scientifiche erano tali da ridurre le nostre preoccupazioni e anzi da convincerci della bontà del prodotto”. A parlare con la ‘Dire’ è Agostino Ceccarini, medico responsabile della campagna vaccinale anti-covid di San Marino. All’ospedale di Stato ieri sono state somministrate le prime 25 dosi del vaccino russo Sputnik. Il personale sanitario coinvolto aveva un’età media di 45 anni.

“Non abbiamo avuto nessuna reazione allergica preoccupante. Solo un paio di persone hanno avuto la febbre“, riporta Ceccarini. Il vaccino Sputink è simile ad Astrazeneca, funziona grazie ai vettori virali (non utilizza quindi la tecnologia dell’mRna messaggero, come Pfizer e Moderna). L’Europa per poterlo utilizzare deve aspettare l’approvazione dell’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco. In Lombardia chiedono a gran voce un’accelerazione: in primis, il consulente per la campagna vaccinale, Guido Bertolaso. Palazzo Lombardia vorrebbe seguire, insomma, l’esempio di San Marino. Ceccarini crede che possa essere una buona idea utilizzare Sputink anche in Italia, soprattutto “per le difficoltà di approvvigionamento degli altri vaccini”. Siamo, però, ancora in una fase iniziale di valutazione.

“L’ente regolatore russo non ha ancora fatto richiesta all’Ema per l’approvazione- spiega Ceccarini- A me sembra più un problema di tipo geopolitico che sanitario, forse anche per i contrasti che negli ultimi mesi ci sono stati tra la Russia e l’Unione europea su questioni di tipo extra sanitario. Pensiamo, ad esempio, al caso di Alexei Navalny”.

A San Marino la richiesta di prendere in considerazione il vaccino fabbricato a Mosca è partita proprio dai medici del territorio, preoccupati per il mancato avvio della campagna di somministrazione. I ritardi erano dovuti alla penuria di dosi disponibili: in base a un accordo stipulato l’11 gennaio, l’Italia si era impegnata a consegnare al governo di San Marino una piccola parte dei vaccini acquistati con l’aiuto dell’Unione europea, ma le scorte non sono ancora arrivate. Perciò, le autorità locali hanno pensato di prendere contatti con la Russia.

“Abbiamo analizzato con attenzione il materiale dell’azienda produttrice, gli studi scientifici pubblicati sullo Sputnik, tra cui l’articolo della rivista ‘The Lancet’, e le recensioni positive fatte dall’istituto Spallanzani. Tutto questo ci ha convinto delle bontà del prodotto”, commenta Ceccarini. Secondo i dati pubblicati su ‘The Lancet’, Sputnik ha un’efficacia del 91,6% (percentuale confermata anche dall’analisi dello Spallanzani).

“I risultati sono in linea con i migliori vaccini in commercio”, aggiunge Ceccarini. Per adesso a San Marino sono arrivate 7.500 dosi del vaccino Sputnik, ne sono attese altre 7.500 per il richiamo, che come nel caso di Pfizer avviene dopo 21 giorni. “Più in là decideremo se sarà il caso di acquistare altre dosi, anche in base a quanto ci arriverà dall’Italia”, ammette Ceccarini.

Con queste prime scorte l’amministrazione del Titano conta di vaccinare sicuramente tutti gli operatori sanitari e gli over 75, per poi passare, con le dosi che avanzeranno, agli ultrasessantenni e ai pazienti fragili. Ceccarini racconta che il personale sottoposto alle prime somministrazioni era “molto tranquillo”: “L’adesione è stata alta, vicina al 100%. Le liste per gli appuntamenti dei prossimi giorni sono gremite”.

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