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Covid, Boccia: “Riaprire la montagna? Evitare che a febbraio ci siano i morti di oggi, sì ai ristori”

Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, in question time alla Camera risponde sulle riaperture delle attività in montagna durante le vacanze natalizie.
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ROMA – “Far partire alcune attività con un mese di ritardo comporta sicuramente alcune perdite che saranno ristorate, ma non comporta la distruzione del comparto a cui siamo vicini. Ma dobbiamo dire con chiarezza che se apriamo senza limiti ci ritroveremo a febbraio con le stesse perdite avute ora a dicembre, con gli stessi numeri. Vorrebbe dire che siamo nella terza ondata ed è dovere di tutti noi evitarla”. Così Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, in question time alla Camera, rispondendo sulle riaperture delle attività in montagna durante le vacanze natalizie.

“I ristori- aggiunge il ministro- così come sono garantiti ora per le attività chiuse, saranno assicurati a tutte le attività del turismo invernale“.

“Le differenziazioni regionali” per il rischio coronavirus, specifica Boccia, “non sono una punizione o una pagella, ma un’assunzione di responsabilità, i dati” trasmessi dalle Regioni “devono essere rigorosi e trasparenti”.

Sul coronavirus, precisa ancora il ministro, “il meccanismo di verifiche periodiche settimanali è condiviso dalle Regioni, le vede partecipi attraverso la comunicazione dei dati”

“Non so se i parametri” per valutare il rischio regionale di diffusione del coronavirus “passeranno da 21 a 5. Noi- aggiunge Boccia- vogliamo tenere ancora bassa la curva a dicembre e gennaio ed evitare una terza ondata. Per farlo decideremo con le Regioni il metodo migliore”

Il sistema di monitoraggio non lo decide il Ministero della Salute, ogni venerdì è sul tavolo di tutti i presidenti di Regione. Domani riprende il confronto con le Regioni per il nuovo Dpcm, quello in vigore scade il 3 dicembre. Abbiamo chiesto un’ulteriore valutazione scientifica”, conclude il ministro.

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