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Migranti, voci dal Festival della Diplomazia: “Europa sia partner”

Alla Sapienza l'incontro 'Migrazioni: fra integrazione e nuovi muri'
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festival_diplomaziaROMA  – Fenomeno strutturale, che impone all’Europa un livello piu’ alto di discussione e interventi, sul piano della gestione dei flussi e su quello dell’integrazione, nodo culturale e di medio-lungo periodo: di migrazioni si e’ parlato cosi’ oggi a Roma, al Festival della diplomazia.

All’incontro, ospitato dall’Universita’ La Sapienza, hanno partecipato esperti, accademici, rappresentanti delle istituzioni e della politica.

“Serve un nuovo partenariato economico per offrire un’alternativa ai giovani africani” ha sottolineato Luigi Vignali, direttore centrale per le politiche migratorie presso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. L’assunto, centrale nel dibattito, e’ che la distinzione tra rifugiati e migranti anzitutto in cerca di lavoro e benessere si sta facendo sempre piu’ labile.

“L’importanza economica dei flussi va riconosciuta appieno per costruire un terreno comune d’intesa tra l’Europa e i Paesi d’origine e transito” ha evidenziato Vignali. Convinto che in particolare l’Africa rischi un’emorragia di risorse decisive.

“Partono i ragazzi piu’ bravi e coloro che hanno disponibilita’ economica, anche perche’ per venire ad esempio dall’Africa occidentale all’Italia servono tra i 3000 e i 5000 euro” ha detto il direttore: “I Paesi subsahariani stanno subendo un impoverimento grave, una fuga di cervelli che devono assolutamente arginare”. Sono queste, e’ stato evidenziato durante l’incontro, intitolato ‘Migrazioni: fra integrazione e nuovi muri’, le premesse del piano di investimenti ora all’esame degli Stati membri dell’Ue.

“Prevede lo stanziamento di quattro miliardi e cento milioni di euro in crediti e garanzie per gli investitori – ha spiegato Vignali – e rappresenta un modello nuovo su un terreno di condivisione”. L’obiettivo e’ giungere a un via libera entro fine anno, nella consapevolezza delle implicazioni economiche di una strategia di ampio respiro.

“Le rimesse inviate dai migranti nei Paesi d’origine hanno un grande valore” la premessa di Vignali. Che continua: “Secondo uno studio della fondazione Moressa solo i senegalesi in Italia mandano a casa 200 milioni di euro l’anno, mentre con le altre comunita’ si arriva fino a sei miliardi; non e’ un caso che, in occasione di una visita della cancelliera Angela Merkel, il presidente del Niger Mahamadou Issoufou abbia chiesto per far fronte alla crisi un miliardo di euro”. A evidenziare il carattere strutturale delle migrazioni e i loro nodi economici e’ stata anche Lia Quartapelle, capogruppo del Partito democratico alla Commissione esteri della Camera dei deputati, particolarmente attenta ai temi dell’Africa. “Servono strumenti che creino un nuovo senso di comunita’ di nazione” ha sottolineato la parlamentare.

Uno dei riferimenti sarebbe la nuova legge sull’integrazione approvata in Germania. “Prevede corsi di lingua e di introduzione alla vita nel Paese ospitante nonche’ misure a sostegno dell’inserimento lavorativo” sottolinea Quartapelle: “E’ un impegno che costa 25 miliardi di dollari in due anni, molto anche considerando che in Italia i provvedimenti in legge di bilancio valgono tutti insieme 27 miliardi l’anno”.

Numeri che danno il senso della complessita’ degli impegni se si vogliono “gestire” le migrazioni. “Un fenomeno epocale”, per Vignali, da collocare in un contesto internazionale difficile. “Se Italia dovesse affrontare l’emergenza siriana come sta facendo il Libano si troverebbe con 18 milioni di rifugiati” dice Quartapelle. Convinta che la riflessione su flussi e arrivi debba partire dai numeri. “Quest’anno gli sbarchi sono aumentati rispetto al 2015 e potrebbero raggiungere quota 170 mila” sottolinea. Suggerendo pero’, nella consapevolezza della gravita’ della crisi, di non cedere a semplificazioni o allarmismi: “Se ciascuno degli oltre 8000 Comuni d’Italia accogliesse 20 o 22 migranti, gli arrivi dal mare di quest’anno sarebbero assorbiti”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

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