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Migranti, Salvini contro Macron: “Crede di essere Napoleone, ma noi non siamo suoi camerieri”

Il ministro dell'Interno è su tutte le furie: "Si stupisce che io non vada a Parigi? Dovrei firmare un suo documento che prevede che gli sbarchi siano solo in Italia? ma chi sei?"
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ROMA – “Non siamo dame di compagnia di Macron, che con tre o quattro giorni di anticipo convoca i ministri del resto d’Europa a Parigi su un suo documento che prevede che gli sbarchi siano solo in Italia. Ma chi sei? Non siamo tuoi dipendenti o tuoi camerieri”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando fuori Palazzo Chigi.

“Siamo andati alla riunione ufficiale a Helsinki dove c’eravamo tutti. Se poi Macron si alza e decide che è il nuovo Napoleone e si fa tutto a casa sua, si fa quello che vuole lui, se la canta e se la suona da solo. L’Italia non sarà più il campo profughi d’Europa. Macron se ne faccia una ragione visto che vuole i porti aperti, apra i porti di Marsiglia, apra i porti della Corsica. Faccia quello che vuole”, conclude.

Dice ancora Salvini: “L’Italia non sarà mai il campo profughi della Francia. Gli italiani non sono più disponibili a essere schiavi di nessuno. Le convocazioni a Parigi del signor Macron devono essere fatte per un motivo condiviso, non siamo dame di compagnia di nessuno”.

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