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Nigeria, gli slum al voto. L’attivista: “Cultura oltre la propaganda”

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ROMA – “Durante la campagna elettorale i candidati sono venuti negli slum a farsi propaganda offrendo sacchi di riso e regalini. Da parte nostra, abbiamo cercato di sostenere l’istruzione e la consapevolezza delle persone che abitano negli insediamenti informali, in modo da aiutarle a prendere la propria decisione valutando più fattori”. A parlare con l’agenzia Dire da Ebute-Metta, uno dei più antichi quartieri di Lagos, è l’americana Megan Chapman, co-direttrice e co-fondatrice della Justice Empowerment Initiative (Jei), un’associazione no-profit che fornisce supporto agli abitanti degli slum nigeriani, in particolare assistendoli nelle cause legate agli sgomberi forzati, ma anche attraverso altre campagne, come quelle per il diritto all’istruzione.

“La nostra associazione lavora mano nella mano con la Nigerian Slum-Informal Settlement Federation, un movimento di base fatto dagli abitanti delle baraccopoli, che coinvolge a vari livelli centinaia di migliaia di persone” spiega Chapman: “La nostra missione è mettere persone e gruppi poveri ed emarginati in condizioni tali da poter guidare il cambiamento che desiderano per le loro comunità. Per questo cerchiamo di accompagnare i poveri urbani nel confronto con tutti gli attori istituzionali, affinché questi si rendano conto dei bisogni e delle aspirazioni di chi vive negli insediamenti informali. Abbiamo anche avuto riscontri importanti, soprattutto dai partiti minori. C’è da dire che, per chi vive negli slum, gli effetti delle elezioni statali, attese il 9 marzo, conteranno probabilmente più di quelli delle presidenziali”.

Sebbene siano oltre 70 i candidati alle presidenziali, la battaglia sarà soprattutto tra il presidente in carica Muhammadu Buhari, del partito All Progressive Congress, e l’ex vice-presidente Atiku Abubakar del People Democratic Party (Pdp). Per quanto riguarda la campagna di questi ultimi, “sanno già che uno di loro è destinato a vincere, quindi non hanno mostrato grande interesse per le intenzioni di voto dei poveri urbani” afferma Chapman.

In Nigeria diversi fattori rendono difficile fare un censimento accurato della popolazione, ma questa è stimata tra i l86 e i 205 milioni di persone. Di queste, secondo dati recenti delle Nazioni Unite, circa la metà vive in città, e si calcola che circa il 75% della popolazione urbana viva in insediamenti informali. Le stime sul numero di abitanti delle baraccopoli urbane variano tra i 60 e gli 80 milioni di persone.

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