Venezia, Baretta: “No a nuovi canali, grandi navi subito a Marghera”

L'esortazione arriva dal sottosegretario di Stato all'Economia e Finanze, Pierpaolo Baretta, per cui Marghera dovrebbe tornare a essere "il cuore pulsante dell'attività produttiva" di Venezia
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VENEZIA – Nella laguna di Venezia “non serve scavare nuovi canali”, ma bisogna invece decidere “rapidamente di portare le grandi navi a Marghera”. Lo dichiara il sottosegretario di Stato all’Economia e Finanze Pierpaolo Baretta, commentando la “questione Unesco“, ovvero il pericolo che Venezia venga esclusa dai siti patrimonio dell’umanità, in assenza di misure urgenti da parte dell’amministrazione. Proprio in queste ore, infatti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è a Parigi per presentare alla direttrice di Unesco Europa, Irina Bokova, i progetti che dovrebbero eliminare gli attuali fattori di rischio per la città lagunare, scongiurando così l’esclusione dai siti Unesco.

“Serve un’idea di città: salvaguardia e innovazione possono stare insieme”, continua Baretta, convinto che, anche se le grandi navi arrivassero a Marghera, sarebbe comunque possibile “una conciliazione con il porto commerciale”. Bisogna poi pensare ad un “recupero della residenzialità in centro storico“, che “è direttamente proporzionale al recupero di attività commerciali e produttive”. Per quanto riguarda i turisti, considerati forse dall’Unesco il male maggiore, va perseguita l’idea della “regolazione dei flussi“, puntando nel frattempo ad elevare “la qualità dell’offerta turistica e mettendo al centro le attività culturali”. In quest’ottica Venezia potrebbe “pensare ad un proprio statuto speciale”, mentre Marghera dovrebbe tornare ad essere il cuore pulsante dell’attività produttiva” e Mestre “il capoluogo della Città Metropolitana”, conclude Baretta.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

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