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In Bangladesh ‘no’ alla chiusura delle scuole, anche i bambini Rohingya dicono la loro

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ROMA – Ci sono anche i disegni di una giovane della comunità dei rohingya, Sawmiha, tra gli appelli che si stanno moltiplicando in questi giorni per chiedere al governo del Bangladesh di revocare una misura che implica l’eliminazione di un sistema scolastico informale che permette di studiare a oltre 30mila rifugiati del Myanmar nel Paese. L’illustrazione della giovane rifugiata è stata rilanciata sui social da alcuni attivisti della comunità giunta dal vicino Myanmar e ritrae una bambina che mostra un cartello con scritto: “Education for all”, “istruzione per tutti“. Nei giorni scorsi diverse organizzazioni rohingya, come la Rohingya Women’s Education Initiative (Rwei), avevano fatto circolare sui social foto di bambini della comunità, stavolta in carne e ossa, con in mano dei messaggi simili.

Continuano le proteste per lo stop al sistema scolastico informale che permette di studiare a oltre 30.000 rifugiati del Myanmar

CHIUSI I CENTRI DI APPRENDIMENTO FREQUENTATI DA 22MILA RAGAZZI

A scatenare le proteste degli attivisti, come si legge sul portale di notizie sui diritti umani delle Nazioni Unite ReliefWeb, è stato un provvedimento emanato con effetto immediato la scorsa settimana. La misura, strutturata in 19 punti, ordina la chiusura dei “centri di apprendimento domiciliari“, frequentati da circa 22mila ragazzi stando ai dati dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) e dei “centri di apprendimento privato”, che secondo il Peace Research Institute Oslo (Prio) permettono di studiare a 20mila giovani rohingya. Nei primi tipi di scuole le lezioni sono informali ma il programma che seguono è stato approvato dal governo di Dhaka. Nelle seconde invece, non riconosciute dal Bangladesh, si segue il programma di studi del Myanamar.

Secondo le associazione umanitarie rilanciate da ReliefWeb, questi centri “sono essenziali” per garantire l’accesso allo studio dei rohingya, anche alla luce di una serie di misure imposte negli anni dalle autorità del Bangladesh per impedire l’integrazione scolastica degli studenti della comunità esule. Il Bangladesh accoglie circa 730mila rohingya, che ospita in alcuni dei campi profughi tra i più popolosi al mondo.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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