Roma, Politi (Lega): “Noi primo partito, proporremo candidato sindaco. Meloni? Se cambia idea…”

L'Agenzia Dire intervista il capogruppo della Lega in Campidoglio, Maurizio Politi
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ROMA – “Il candidato sindaco di Roma del centrodestra? Come partito di maggioranza della coalizione che speriamo di costruire, visto che il nostro elettorato ci chiede di essere uniti e non dividerci, sentiamo questo onore e onere di fare noi la proposta principale. Dovrà essere di Roma, una persona con esperienza amministrativa, che conosca la nostra città e soprattutto abbia a disposizione una squadra che lo aiuti a lavorare e migliorare Roma. Su questo stiamo già lavorando. Stiamo individuando serie persone con cui lavorare per Roma. Fatto programma poi annunceremo anche candidato sindaco”. Lo ha detto il capogruppo della Lega in Campidoglio, Maurizio Politi, intervistato in diretta Facebook dall’Agenzia Dire.

Un identikit che fa pensare a Giorgia Meloni? “Pensiamo possa essere un ottimo sindaco di Roma, tant’è che l’ultima volta si è candidata e ha avuto tutto il nostro sostegno, ma ha detto che non si vuole candidare. Se cambia idea- continua Politi- ne siamo ben felici, altrimenti stiamo già individuando una squadra: fatto il programma, poi annunceremo anche il candidato sindaco”.

Il capogruppo del Carroccio in Campidoglio spiega poi il suo avvicinamento al partito di Salvini: “Come io, romano, mi sono avvicinato alla Lega? Io nasco a destra, sono stato eletto giovanissimo nel Pdl, poi sono entrato in Fratelli d’Italia. Matteo Salvini ha fatto una grandissima operazione: 3-4 anni fa sarebbe stato impensabile essere leghisti a Roma, ma lui ha preso tanti temi cari alla destra italiana, dall’immigrazione alla difesa della famiglia naturale fino alle pmi, declinandoli in termini postideologici comprendendo che fuori da quegli steccati si poteva aggregare una platea molto più ampia”.

“La Lega non rappresenta la destra, sono categorie ormai superate, ma rappresenta tutti coloro che si riconoscono nel mondo conservatore in termini valoriali- ha sottolineato Politi- che vogliono difendere la famiglia, le piccole e medie imprese come ossatura della città, i nostri prodotti dall’invasione a basso costo da altre parti del mondo, la nostra identità cristiana: questo è necessario per integrare, perché un padrone di casa che non dice chi è consente ai propri ospiti di mettere i piedi sul tavolo. Noi a casa nostra siamo disposti ad accogliere chiunque, ma con le nostre regole”.

LE SARDINE? QUI ABBIAMO ANCHE TANTE COLONIE FELINE

Anche Roma ha le sue sardine, “ma ha anche tante colonie feline. Salvini di fatto riempie sia la sua piazza che quella dei suoi contestatori: la sinistra non esiste più. Siamo nel paradosso di persone che protestano non contro chi sta al Governo, cioè loro stessi, ma contro chi sta all’opposizione. È una situazione ridicola che rende bene l’idea delle condizioni soprattutto del Partito democratico”.

“PROPOSTE LEGA NON SONO FASCISTE, MA DI BUONSENSO. SE CASAPOUND LE SPOSA SIAMO FELICI”

“Spesso- continua Politi- i media raccontano le nostre proposte sull’immigrazione come pericolose proposte fasciste, ma sono invece proposte di buonsenso. Difendere il territorio, garantire alle persone che arrivano un futuro e non fare quello che ha fatto la sinistra, ovvero far arrivare tutti e stiparli nelle periferie delle grandi città – basti guardare cosa succede a Roma Est – lasciandoli in mano alla criminalità organizzata, non garantendo né un futuro a loro né sicurezza ai cittadini. Essere buoni non significa essere sciocchi o ideologici: il sistema della sinistra ha fallito. C’è un tema, in particolare, che condividiamo con la Chiesa: rispettare le altre culture non significa abbandonare la propria”.

E sull’avvicinamento dei ‘fascisti del terzo millennio’ di Casapound alle posizioni leghiste, Politi commenta: “Casapound non fa parte della Lega, tant’è che si è sempre presentata con un proprio simbolo alle elezioni anche se ora ha annunciato che non vi parteciperà più. Casapound ha tante idee, se ne sposa anche qualcuna della Lega ne siamo felici, però ci preoccupiamo di casa nostra e non di quello che fanno gli altri”.

STADIO, SICUREZZA E CASE POPOLARI: LE PROPOSTE DELLA LEGA

Sul progetto dello stadio della Roma, Politi attacca: “Purtroppo è tutto bloccato, sono degli incompetenti e servirebbe una spinta politica forte: come sulle Olimpiadi non fanno nulla per evitare che possa accadere qualcosa”.

“I tecnici del dipartimento Urbanistica sono disperati- ha aggiunto Politi- bloccare il dipartimento non vuol dire bloccare Caltagirone o i grandi costruttori, ma bloccare chi deve portare una Scia, chi modifica una finestra, una facciata, quei piccoli lavori di ammodernamento che danno anche lavoro alle piccole imprese che sono la vera ossatura dell’economia capitolina”.

“Sulla sicurezza- continua ancora Politi- finché Matteo Salvini è stato al Governo il Viminale ha provato ad aiutare Roma anche con la fornitura di uomini e mezzi, ma è sempre mancata la ricettività da parte della sindaca Raggi: basti pensare che, ideologicamente spalleggiati dalla sinistra, ha respinto la sperimentazione dall’utilizzo del taser da parte della Polizia locale, che invece continuiamo a mandare allo sbaraglio senza mezzi e difese”.

Sull’emergenza abitativa, infine, Politi annuncia la proposta della Lega: “Cambieremo i criteri di accesso alle case popolari. Chi ha più dato alla comunità cittadina avrà un punteggio maggiore, e lo faremo col criterio della residenza perché oggi siamo alla follia che, sui 100 punti massimi, 18 vengono dati se arrivi da un centro d’accoglienza. Questo non è il principio del buon padre di famiglia: prima si aiuta chi ha contribuito alla famiglia e ai suoi figli, dopo se c’è possibilità si aiutano gli altri”.

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