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Sport batte bullismo con l’iniziativa di ActionAid e MABASTA

La giornata per dire no a bullismo e cyberbullismo
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ROMA – ‘MABASTA’, Movimento AntiBullismo Animato da STudenti Adolescenti, è tra le realtà vincitrici del fondo Youth-Led che ActionAid ha lanciato a dicembre 2020 per sostenere iniziative di risposta all’emergenza Covid-19 guidate da giovani. Sono stati selezionati 15 progetti, tra cui ‘1000 a 0 – sport vince bullismo perde’, grazie al quale i ragazzi e le ragazze di MABASTA porteranno il loro modello di contrasto al bullismo in tre scuole della provincia di Lecce.

In linea con il progetto ‘1000 a 0 – sport vince bullismo perde’, i ragazzi di MABASTA hanno deciso di dare vita alla prima ‘Giornata nazionale sport vs bullismo’, un giorno in cui tutto il mondo dello sport si unisce come fosse un’unica grande squadra per far sentire la propria voce nell’affermare che lo sport si schiera sempre e comunque contro ogni forma di bullismo e cyberbullismo fra giovani.

La ‘Giornata Nazionale sport vs bullismo’ viene celebrata oggi e, data la particolare situazione esistente, si realizza totalmente online, sui social network e sul web. Campioni, giocatori, sportivi, federazioni, squadre, ma anche semplici cittadini, giovani e non, possono pubblicare post, immagini e video col chiaro intento di far passare il messaggio che Sport batte Bullismo 1000 a 0.

I ragazzi di MABASTA, capitanati dal team leader Mirko Cazzato, hanno realizzato e pubblicato un’apposita pagina sul web dedicata alla giornata (www.1000a0.org/sport_vs_bullismo) nella quale sono riportati i tanti compagni di squadra, come il Comitato Italiano Paralimpico, Sport e Salute (Coni), 30 Federazioni nazionali, la Lega Calcio Serie B, la Lega Volley Serie A e tante squadre e team. 

“Siamo elettrizzati- commenta Mirko– il modo in cui il grande mondo dello sport italiano ha dimostrato vicinanza e collaborazione al nostro progetto ci ha letteralmente scioccati e, allo stesso tempo, caricati con un’energia incredibile. Vedere tanti Presidenti di Comitati e Federazioni Nazionali che scrivono, si complimentano e dichiarano sostegno a dei ‘ragazzini’ come noi, ci fanno pensare che c’è davvero del buono nel mondo e che anche per noi giovani c’è la speranza di essere ascoltati e di contribuire, nel nostro piccolo, a creare cambiamento e innovazione. Ci stiamo augurando che siano in tanti ad aderire alla Giornata, anche semplici ragazze e ragazzi come noi che fanno sentire la loro voce e vicinanza al tema”.

“Iniziative come queste sono fondamentali per far sì che le scuole siano sicure, eque e inclusive- commenta Corinne Reier, Community Engagement Officer di ActionAid- e si inseriscono appieno nella visione e nell’approccio di ActionAid. I nostri progetti e le nostre iniziative supportano in particolare la voce dei e delle giovani, le iniziative direttamente ideate e coordinate da loro, per costruire delle alternative dal basso a bisogni che non trovano soluzioni o responsabilità anche del mondo adulto. Il tema del contrasto alle discriminazioni e alle violenze a scuola è oggetto del nostro progetto Youth for Love, così abbiamo costruito con MABASTA una sinergia che speriamo sia duratura ed efficace”.

Oltre a oggi, il prossimo appuntamento condiviso tra ActionAid e MABASTA sarà l’evento finale del progetto Youth for Love, che si terrà in parte in modalità on-line e in parte off-line, il 9 e 10 marzo prossimi. Anche ActionAid è infatti impegnata in prima linea per prevenire e contrastare violenze e discriminazioni a scuola, grazie al progetto Youth for Love, co-finanziato dal programma REC dell’Unione Europea che ha sviluppato un intenso programma educativo nelle scuole superiori di quattro Paesi europei (Italia, Grecia, Belgio e Romania). Inoltre, uno degli strumenti efficaci per raggiungere migliaia di giovani in Italia, anche in periodo di pandemia, è stato il webgame di progetto.

L’indagine

Nell’ambito di Youth for Love è stata infine realizzata un’indagine che ha coinvolto circa 150 ragazze e ragazzi di 3 scuole superiori di Milano dai 14 ai 19 anni con l’obiettivo di mappare bisogni e risorse ma anche conoscenze e attitudini dei e delle giovani riguardo alla violenza di genere. L’indagine ha mostrato chiaramente che bullismo e cyberbullismo sono le due forme di violenza comuni a tutte le scuole e che atti di violenza fisica e psicologica vengono compiuti a causa di caratteristiche fisiche (73,3% dei e delle rispondenti), orientamento sessuale (67,1%) e sesso (57,1%). Gli atti di violenza che si verificano più spesso sono dare nomignoli, insultare e spettegolare e mettere in giro voci su qualcuno, mentre tra i primi tre comportamenti identificati come violenza troviamo picchiare qualcuno, fotografare o riprendere qualcuno durante il rapporto sessuale e diffondere le immagini e insultare. La violenza avviene sia dentro (in particolare corridoi/cortile, bagni della scuola e le classi) che fuori dalla scuola (parchi, piazze e in generale nei luoghi dove i/le giovani si incontrano). Particolarmente significativo anche il fatto che ben il 55% dei ragazzi e delle ragazze non sa a chi rivolgersi (persone o servizi di supporto) in caso di violenza all’interno della scuola (61,2% nel caso in cui si tratti di persone o servizi esterni).

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