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L’esperto: “Middle management per gestire la sanità”

L'Health Activity Based Costing' approfondisce l'argomento emergente dell'ultimo anno. L'intervista a Roberto Grinta, Capo Dipartimento dei Servizi AV2 - ASUR Marche
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ROMA – Programmare i costi in sanità grazie all’Abc che sta per ‘heatlh activity based costing’ e dotare, ogni azienda sanitaria di un esperto di ‘Middle management’, per gestire le ingenti risorse che arriveranno in sanità e per far parlare adeguatamente ‘ospedale’ e ‘territorio’ è l’obiettivo che oggi si pone la classe manageriale in ambito sanitario. L’agenzia di stampa Dire ha interpellato Roberto Grinta, Capo Dipartimento dei Servizi AV2 – ASUR Marche, esperto di management sanitario, che ha offerto un contributo all’interno del libro ‘Health activity based costing: l’analisi economica delle prestazioni sanitarie’ che porta la firma professor Francesco Albergo, Direttore Operativo LUM School of Management per approfondire la questione.

– Qual è l’obiettivo dell’heatlh activity based costing (Abc)? Quali sono le principali basi dell’ABC ma anche il supporto che questo fornisce al management di una azienda sanitaria?

“L’Abc rappresenta una metodologia di calcolo dei costi basata sulle attività cioè le prestazioni, i servizi e i prodotti. Si tratta di una tecnica alternativa di programmazione dei costi che si basa sul principio che i prodotti o servizi non consumano risorse, a parte quelle direttamente imputabili, ma consumano attività. Sono le attività, a loro volta, a consumare le risorse ed è proprio per il fatto di ruotare attorno al concetto di “attività” che l’ABC rappresenta un grande passo in avanti rispetto ai sistemi tradizionali di determinazione dei costi. L’ABC prende come base di riferimento non più il Centro di Costo, bensì le attività che si eseguono nei vari centri; questo consente di dare maggiore valore al concetto di prestazione e aumentare il concetto di output in sanità. Oggi non si parla più di tagli indiscriminati in sanità ma piuttosto si analizzano i percorsi e i processi assistenziali che hanno prodotto quel dato tipo di attività. Questa possibilità è l’unica che consente di mettere al centro del Sistema il paziente e identificare il percorso più giusto. In quanto favorisce la consapevolezza che differenti determinazioni di spesa possano essere influenzati da differenti determinazioni di costo. In altre parole, il tradizionale approccio al taglio dei costi non riconosce la possibilità che aumentando deliberatamente i costi di un’attività generatrice di valore, sia possibile ottenere un miglioramento del risultato reddituale aziendale. Insomma, anche grazie all’Abc si inizia a parlare finalmente di un processo di costo e di valore di prodotto in sanità”.

– Traduciamo per i non addetti ai lavori quello che abbiamo detto fino a questo momento, quali sono in pratica i vantaggi all’interno del Ssn e quindi anche per l’utente?

“Fino a questo momento noi abbiamo collegato il valore di un Drg, cioè di un ricovero per un’assistenza ospedaliera, ad una tariffa. Questa tariffa non sempre è congrua rispetto alle risorse messe in campo per produrre quel tipo di attività. Riuscire ad avere un reale valore del costo di attività per quella specifica prestazione, non solo in ambiente ospedaliero ma anche territoriale, permette di produrre un confronto tra le aziende sanitarie e quindi iniziare a pensare a indicatori non solo di efficienza ma anche di qualità del prodotto fornito. Questo è fondamentale nel management per individuare punti di forza e debolezza di un sistema”.

– Il libro fa riferimento al concetto di ‘Middle management’, puoi spiegarci perché l’argomento è di così attualità in sanità?

“È un argomento attualissimo perché le aziende sanitarie in questi anni hanno avviato un’organizzazione trasversale. Molte aziende sono state accorpate per questo il management si trova a gestire aziende più complesse disponendo di budget di notevole valore economico. Il direttore generale di un’azienda sanitaria ha la necessità di possedere nella sua squadra il ‘middle management’ per captare nuovi fabbisogni che si articolano in un percorso tra le varie Unità Operative, tra ospedale e territorio. È necessario che questo esperto sia formato e che abbia elevate capacità per gestire le risorse assegnate e che abbia la capacità di interpretare i diversi processi assistenziali. Tutte le scuole manageriali sanitarie, tra le quali la Lum di Bari, stanno puntando molto su questa nuova professione”.

– In conclusione quale lezione impartisce questo libro? Inoltre secondo te qual è la ricetta giusta per gestire gli ingenti fondi che arriveranno in sanità e riprogrammare le prestazioni post pandemia?

“La prima parte del libro è dedicata ai costi diretti e indiretti, come vengono maneggiati, poi sono stati codificati più di 200 costi in ambiente ospedaliero, territoriale e le tariffe che non sono risultate congrue rispetto ai costi. Questo è il primo punto su cui le organizzazioni sanitarie debbono concentrarsi. Il libro si integra moltissimo con gli obiettivi peraltro che si è posta l’Agenas in particolare l’aspetto che riguarda tanto gli indicatori di esito che di processo e che va ad integrare ulteriormente la riorganizzazione di un’azienda sanitaria. Il finanziamento che verrà inserito nel Recovery Plan è economicamente elevato. Quello che mi aspetto visto che la pandemia lo ha messo in evidenza è che venga posta maggiore attenzione e non solo sull’ospedale. Credo infine che l’ospedale e il territorio debbano trovare un equilibrio e una identità unica”.

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