VIDEO | Lavoro, bollino di contratto ‘buono’? Sdoganati quelli degli autonomi

È quanto emerso oggi nel corso della tavola rotonda promossa dal fondo interprofessionale Fonarcom al Festival del Lavoro di Milano
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILANO – Un’analisi comparata dei contratti Cifa e Confsal apre “la terza via della contrattazione” collettiva di lavoro, smentendo, innanzitutto, l’ormai datata divisione tra i contratti nazionali di lavoro confederali e autonomi, accusati, questi ultimi, e spesso non a torto, di fare ‘dumping’. E’ quanto emerso oggi nel corso della tavola rotonda “La contrattazione collettiva di qualità”, promossa dal fondo interprofessionale Fonarcom (Fonarcom), nel quadro nella seconda giornata del Festival del Lavoro, la ‘tre giorni’ arrivata alla sua decima edizione al Mico di Milano.

Al centro dell’evento di Fonarcom la presentazione e il dibattito sui risultati della ricerca scientifica condotta dall’Università di Verona e dal Centro studi incontra, che presenta i contratti Cifa come una vera sorpresa: a parità di livelli retributivi dei contratti leader (Cgil, Cisl e Uil) -sotto la cui soglia il contratto diventa pirata- questa tipologia contrattuale introduce infatti massicce dosi d’innovazione normativa e numerosi istituti migliorativi.

“Tra i contratti tradizionali e i ‘contratti pirata’ esiste un mondo in fermento e fortemente innovativo”, osserva la professoressa Donata Gottardi (Università di Verona), che spiega come la disamina sia stata possibile grazie all’introduzione, per la prima volta, di “parametri di comparazione” tra i diversi contratti nazionali di lavoro. Parametri non indiscutibili, ma una buona base di discussione per individuare criteri condivisi ai fini della valutazione della qualità contrattuale. E il presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare, Cesare Damiano sottolinea che, alla luce dello studio, è oggi “necessario accogliere il principio della qualità della contrattazione”.

Spiegando che oggi esiste “una tripartizione: i contratti nazionali ‘leader’ dei confederali, contratti nazionali pirata e ci sono i contratti nazionali che, nel rispetto dei criteri standard, puntano anch’essi alla qualità”, Damiano sottolinea che l’unico “nemico è il dumping, il contratto pirata” ed ” è il contratto opportunistico siglato da chi non è rappresentativo, che va messo fuori gioco, questa è la scommessa”.

Per il presidente della datoriale Cifa, Andrea Cafà, e per il segretario generale del sindacato Confsal, Angelo Raffaele Margiotta: “I contratti Cifa-Confsal hanno dimostrato di aver superato la prova della comparazione con i contratti leader e di contenere diversi spunti d’innovazione risultando in linea con quanto auspicato a Ginevra dalla Commissione mondiale sul futuro del lavoro”. “Abbiamo potenziato la formazione- sottolineano Cafà e Margiotta- abbiamo affermato un sistema di politiche attive e valorizzato la parità di genere, oltre a costruire un sistema di protezione sociale attraverso attività di welfare”. Tutto questo, concludono, grazie al forte sistema di bilateralità”. A

chiudere l’evento il presidente del Cnel Tiziano Treu, che esprime gratitudine per l’apporto analitico fornito dalla ricerca dell’Università di Verona e Centro Studi Incontra: “La vostra ricerca ci porta avanti e spero lo potremo fare insieme”, dice Treu, secondo il quale il “tema della qualità è quello più nuovo e ne parliamo molto spesso al Cnel, ma ancora non è stato affrontato: sarà il prossimo step”.

La priorità è oggi “combattere i ‘contratti pirata’, perché ci sono dei sottosalari, anche del 20 o 30 per cento”, ma il pluralismo sindacale, sancito dalla Costituzione, è altrettanto importante. Pur riconoscendo che, nella comparazione tra contratti, l”‘equivalenza sulla parte normativa sia difficile, ma va affrontata”, Treu lascia la porta aperta: la strada della ‘Terza via della contrattazione’ è segnata.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

21 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»