Filippine, Duterte boccia le nozze gay e attacca le ‘teorie gender’

ROMA - Il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte
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ROMA – Il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte fa marcia indietro sui matrimoni omosessuali: se in primo momento aveva detto che avrebbe preso in considerazione la possibilita’ di legalizzarli, ora ha annunciato che vi si opporra’, precisando di non avere “nulla contro i gay”, e che diversi suoi parenti e amici sono omosessuali.

Queste dichiarazioni – come fanno sapere fonti concordanti – sono state rilasciate nel corso della visita di domenica nella capitale birmana, ma solo ieri sono state diffuse tra i media. Noto per le sue posizioni conservatrici, Duterte ha attaccato l’Occidente e la teoria del gender: “Il gender non esiste, questa e’ la loro cultura. Non si adatta a noi. Noi siamo cattolici ed esistono delle leggi, che dicono- ha proseguito il presidente Duterte- che un uomo puo’ sposare solo una donna, e una donna un uomo. Questa e’ la nostra legge quindi perche’ dovremmo accettare il gender?“. E ha poi concluso: “Stanno cancellando le differenze tra uomo e donna”.

Sebbene il presidente rivendichi la sua religione, lui e il suo governo sono entrati varie volte in aperto contrasto con la Chiesa di Roma – che esercita nel paese, a maggioranza cattolica, una certa influenza – a causa dell’ipotesi, e poi dell’approvazione, della legge che ripristina la pena di morte. Non sono mancati poi gravi insulti da parte del capo di Stato all’indirizzo di Papa Francesco. Per quanto riguarda la comunita’ Lgbt, nelle Filippine e’ particolarmente sviluppata e influente, con numerose organizzazioni che promuovono la tolleranza e i diritti di omosessuali e transessuali. Questa stretta di Duterte potrebbe quindi andare incontro a proteste molto animate.

di Alessandra Fabbretti

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