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Ad RadioMediaset: “Tocco umano meglio dell’algoritmo”

Salvaderi parla a Iulm al primo ciclo di incontri Agol
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MILANO – Contaminazione, tocco umano contro algoritmo, pensare ‘disruptive’ e puntare su mezzi-camaleonte, ovvero capaci di integrare diversi canali di comunicazione: sono alcune delle parole chiave usate da Paolo Salvaderi, amministratore delegato di RadioMediaset dopo una lunga carriera nell’industria della comunicazione radiofonica, oggi nel corso del primo ciclo di incontri “AD esempio”, organizzato da Agol (Associazione giovani opinion leader) all’Università Iulm di Milano.

“Partirei da alcune parole chiave che sono la competenza, la professionalità e lo studio”, spiega Salvaderi, che tuttavia mette il percorso didattico al pari di “curiosità e mente aperte alle novità”, perché oggi il mondo della comunicazione e anche il mercato, cambiano continuamente, anche sotto l’impulso della tecnologia, e la competizione è serrata. Salvaderi cita nuovi generi musicali come il ‘Trap‘ e l’avvento di Spotify in ambito radio, “un player forte, così come Netflix”, che però da “minaccia va trasformato in vantaggio, usando il pensiero laterale”, con cui si creano anche “nuovi punti di forza nel proprio business da quelli deboli”. A contare è inoltre “il tocco umano, soprattutto in radio, che vive di contatto umano”.

I NUOVI MODELLI DI CONSUMO DELLA COMUNICAZIONE

Da qui una presa di distanza dalla logica dell’algoritmo, oggi dominante nell’industria della comunicazione, ma alla fine lacunosa. D’altronde oggi i modelli di consumo nella comunicazione sono molto cambiati, e per essere veramente ‘disruptive’, in italiano ‘dirompenti’, nel senso di avere successo, bisogna “pensare disruptive”, avere la capacità di non essere più vincolati a dei modelli sia editoriali che di business, radicati nel passato”.

Per Salvaderi centrale è quindi “tenere sempre in considerazione che il nostro pubblico cambia, il nostro target cambia e la capacità di intercettarlo deve sempre essere al passo con i tempi: quello che noi chiediamo ai nostri team, alle nostre persone, è di capire con attenzione a tutto quello che ci coinvolge, ci circonda”, elaborando poi “delle risposte fattive” in vista “degli obiettivi che ci siamo posti”.

IL PROBLEMA DELLE FAKE NEWS

Tra i problemi di chi fa comunicazione oggi c’è quello delle fake news. Secondo il numero uno delle attività radiofoniche di Mediaset, gruppo radio nazionale che fa record di ascolti, le notizie false vanno quindi “trattate al contrario”, vanno ‘stanate’ per quello che sono: false. Un bravo comunicatore osserva Salvaderi, “deve muoversi sapendo selezionare, cercando di non dare enfasi a informazioni che non sono costruttive né edificanti, e, se necessario, trattarle al contrario: cioé evidenziare (nel senso di fermare, ndr), una fake news che rischia di far partire dei fenomeni sociali che diventano anche pericolosi”.

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