Exomars, fiato sospeso per Schiaparelli. La ‘sonda madre’ correttamente in orbita

Le operazioni di discesa sono avvenute correttamente, ma il lander non ha dato segnali di funzionamento
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ExoMars2016_schiaparelli_jpgROMA – Il messaggio tanto atteso non è arrivato. Da Marte il lander Schiaparelli non ‘parla’ ancora.

Alle ore 18.35 ora italiana la sonda TGO ha mandato un messaggio a Terra. Ha poi comunicato ancora con il centro dell’Esa a Darmstadt, in Germania, ma del lander nessuna traccia. Neanche dalla telemetria (cioè l’invio dei dati da lui raccolti, e non un semplice messaggio di saluto). Cos’è successo nell’ultimo tratto della discesa sul suolo del pianeta rosso? Ancora non si sa. Giovedì alle 10 l’Esa tiene una conferenza stampa per fare il punto.

Il lander, staccatosi il 16 ottobre dalla sonda madre Trace Gas Orbiter (Tgo), ha attraversato l’atmosfera del pianeta rosso decelerando da 21.000 a zero chilometri orari in sei minuti. Il punto di atterraggio è Meridiani Planum, una depressione in prossimità dell’equatore marziano con diametro di circa mille chilometri.

Nell’ultimo tratto della discesa si è perso il segnale del lander. Il messaggio che è stato ricevuto sulla Terra è quello della sonda Tgo, il che significa che azioni previste sono state corrette. Si attende dunque di capire come è andato effettivamente l’atterraggio di Schiaparelli.

SCHIAPARELLI SU MARTE, LA SCHEDA DELLA MISSIONE

paracadute_schiaparelliSchiaparelli è il lander della missione ExoMars, nata dalla collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale russa Roscosmos. Scopo della missione è trovare tracce di vita passata o presente e fornire una dettagliata analisi del pianeta per tracciarne un esatto ritratto geochimico e geofisico. Oltre a questo, ExoMars individuerà anche ostacoli e rischi per le missioni umane, attese per gli anni Trenta del Duemila. La missione si divide in due fasi. La prima è quella che vede protagonista il lander Schiaparelli e la sonda Trace Gas Orbiter (Tgo), con l’obiettivo di raccogliere dati sulla composizione dell’atmosfera marziana, mappare Marte e averne un modello 3D. E’ nel 2020, invece, che parte la seconda fase con l’atterraggio di un rover su Marte, il quale avrà il delicato compito di perforare la superficie marziana grazie a un drill Made in Italy. L’atterraggio avverrà nella zona di Oxia Planum. Saranno prelevati campioni del sottosuolo e poi analizzarli direttamente in situ. L’intera supervisione della missione è affidata all’Italia.

IL LANDER SCHIAPARELLI – Schiaparelli è un modulo alto un metro e ottanta per 600 chili di peso, lanciato in orbita il 14 marzo 2016 dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan insieme alla sonda Tgo. Prende il nome dall’astronomo Giovanni Schiaparelli, il primo a realizzare una mappa di Marte. E’ atterrato nella zona di Meridiani Planum, nell’emisfero Sud in prossimità dell’equatore. A bordo ci sono la stazione metereologica DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface), composta da una suite di sensori per la misura dei parametri meteorologici e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte, e AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis), strumento che testa tecnologie di entrata in atmosfera, discesa e atterraggio.

L’INDUSTRIA ITALIANA – La componente italiana di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, ha la leadership industriale di ExoMars, oltre alla responsabilità complessiva di tutti gli elementi. Per ExoMars 2016, Thales Alenia Space ha realizzato presso lo stabilimento di Torino il modulo Schiaparelli, mentre il modulo orbitante TGO è stato realizzato a Cannes. Per la missione 2020, Thales Alenia Space si occupa dello sviluppo del sistema di navigazione e guida del Carrier Module e del Descent Module e del progetto del sistema Rover, compresa la realizzazione del laboratorio analitico.

di Antonella Salini, giornalista professionista

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