“Avanti popolo, alla riscossa”: la sinistra del Pd detta le sue condizioni

ROMA - Si apre con "Avanti popolo, alla
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ROMA – Si apre con “Avanti popolo, alla riscossa” la convention della Sinistra Dem di questa mattina al Teatro Vittoria di Roma, alla vigilia dell’assemblea nazionale del Partito Democratico. In primo piano, “l’inquietudine verso il presente”, l’avanzata delle destre e “le risposte finora inadeguate” date dal Pd. Sullo sfondo, le divisioni interne ai democratici e l’ombra della scissione.

C’è il pienone, al Teatro Vittoria. La gente accorsa ha superato i posti disponibili tanto che molti sono stati costretti a rimaner fuori dal teatro per la mancanza di spazio (anche in piedi).  In prima fila, Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema, Michele Emiliano, Roberto Speranza, Guglielmo Epifani. Tra i parlamentari della minoranza ci sono, tra gli altri, Francesco Boccia e Michele Gotor.

ROSSI RIPARTE DA SANDERS: “CARI COMPAGNI, LOTTIAMO. SERVE PARTITO PARTIGIANO”

“Care compagne e cari compagni”, inizia cosi’ il discorso di Enrico Rossi dal palco del teatro Vittoria, dove si riunisce la sinistra Pd. “Noi siamo mossi dall’inquietudine verso il presente, questo virus non ce lo siamo tolti ancora di dosso. Siamo mossi dalle risposte finora inadeguate che il mio partito ha dato. Vogliamo lottare“, aggiunge Rossi.

“Abbiamo accettato troppo supinamente il mondo cosi’ com’e'”, prosegue il presidente della regione Toscana. “C’e’ stato un eccesso di moderazione, un’acquiescenza verso il mercato. Siamo stati indentificati con il sistema. Noi siamo convinti, e siamo qui per questo, che occorre una svolta politica. Abbiamo bisogno di un partito partigiano che in modo netto sta dalla parte dei lavoratori e del lavoro. Troppa contiguita’ coi potenti rende difficile parlare coi lavoratori. Se esalti Marchionne non devi meravigliarti se poi un precario ti sente distante”.

Ritrovare il filo che lega la sinistra al suo popolo e superare un approccio “subalterno”: questi i punti programmatici di Enrico Rossi che, dopo aver citato Bernie Sanders, attacca l’operato del governo Renzi: “Si e’ preferito tagliare l’Imu anche a chi come me poteva pagarla e non sappiamo cosa rispondere a un lavoratore disoccupato. Abbiamo partecipato a un dibattito in cui si e’ avanzata una proposta scandalosamente di destra, la flat tax, contraria al principio della progressivita’ fiscale, come ci ha spiegato un liberale come Einaudi”, aggiunge Rossi.

Poi, il Partito. “Noi siamo qui perche’ intendiamo rinnovare la cultura e il programma del Pd“, prosegue il presidente della Toscana. “Invece ci si chiede di fare un congresso che sia una conta per riconsegnare nel piu’ breve tempo possiobile la guida del partito al segretario. Noi non ci stiamo. Non e’ una questione di date, ma di democrazia. Noi non siamo disposti a partecipare ulteriormente alla trasformazione del Pd nel partito di Renzi”.

Lo stop al segretario dem è chiaro: la “deriva centrista” del Pd non può continuare, perchè “la spaccatura sarebbe nei fatti e a fare la scissione sarebbero gli elettori di sinistra”. “Se il segretario- avverte Rossi- vuole fare in Italia cio’ che Macron sta facendo in Francia, accentuando ulteriormente il carattere leaderistico, questa forza non sarebbe piu’ il Pd.  Se poi si pensa che fatta questa operazione, si devono fare alleanze con Alfano, Forza Italia e Verdini, lo dico con chiarezza, noi non ci stiamo“.

Enrico Rossi chiede poi un congresso in cui possano confrontarsi differenti linee politiche e annuncia che la sinistra Pd proporra’ una svolta politica. “Se questo ci verra’ negato- dice al teatro Vittoria- sara’ compito nostro dare inizio a una nuova storia, senza rancore. Noi ci auguriamo che cambiando si possa proseguire insieme, con una direzione collegiale. Se non sara’ cosi’, nessun patema. Anche perche’ in futuro dovremo continuare a collaborare insieme”.

SPERANZA: “SE RENZI DICE NO, NUOVO INIZIO E NUOVO CENTROSINISTRA”

 Nei mille giorni “la mia sensazione e’ che sono state rottamate le persone ma non le idee sbagliate che invece andavano rottamate”, dice invece Roberto Speranza. “Avevamo promesso una societa’ piu’ giusta, e invece ci troviamo una societa’ meno giusta. Avevamo promesso una societa’ piu’ green, e invece ci siamo trovati con le trivelle e il ‘ciaone’. Avevamo promesso piu’ equita’ fiscale e invece abbiamo tolto la tassa sulla casa anche ai miliardari”, attacca Speranza.

Il leader di Sinistra Dem parla poi della telefonata ricevuta in mattinata da Matteo Renzi al quale dice di aver fatto “solo una domanda: ma la vediamo solo noi questa scissione, che c’e’ gia’ stata in una parte larga del nostro mondo? O il congresso e’ l’ultima opportunita’ per tenere assieme i nostri mondi, o non ce la faremo”.

Secondo Speranza serve quindi “un congresso vero e profondo”. Se non sarà così lui non parteciperà perchè in “un congresso plebiscito-rivincita di un capo arrabbiato non interessa entrare in nessun modo. Se le cose dovessero andare non come vogliamo sara’ normale un nuovo inizio. Ma non sara’ una casa chiusa, stretta e piccole in cui si sente meglio perche’ ci sono i nostri colori e le nostre bandiere. Ci sara’ bisogno di offrire al paese un nuovo centrosinistra“.

EMILIANO: NON RINUNCIO AL PD, NON CI COSTRINGANO A USCIRE

A intervenire dal palco anche Michele Emiliano, governatore della Puglia, anche lui pronto a candidarsi alla segreteria dem ma meno propenso a percorrere la strada della scissione.

Il Pd, ha detto Emiliano, e’ “un grande sogno al quale non voglio rinunciare solo perche’ qualcuno con un po’ di prepotenza, di arroganza e scarsa conoscenza della storia di questo paese, pensa di cancellare tutto questo schioccando le dita, perche’ non gli conviene. Enrico Rossi dice che questo sta diventando il partito di una persona. E’ vero, e attorno al capezzale di questa persona si avvicendano nel tentativo di trovare una soluzione…”

Non costringete con ragionamento capziosi questa comunita’ a uscire dal Pd. Perche’ se qualcuno pensa che noi, pur di rimanere siamo disposti a sacrificare le idee in cui crediamo, si sbaglia”, aggiunge Emiliano. “Qualunque cosa accada sappiano che ci ritroveranno sulla loro strada a guardarli dritti negli occhi per costringerli in amicizia e fraternita’ a tornare sulla strada giusta. Speriamo di non dover dire nelle prossime ore cose drammatiche, ma se dovesse essere necessario, sappiano che ci ritroveranno. Perche’ noi costruiremo un soggetto che punti a ricostituire questo soggetto”, spiega il presidente della  regione Puglia, che aggiunge: “Nessuno lo vuole. Chi ha coraggio adesso lo impieghi”.

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