Mozambico, gli elefanti respirano: -70% morti per bracconaggio

Un risultato ottenuto grazie a "l'energica azione" delle forze di protezione e la particolare attenzione "degli ispettori delle aree protette"
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ROMA – In Mozambico il numero degli elefanti uccisi ogni anno dai bracconieri e’ diminuito di circa tre quarti negli ultimi cinque anni, passando dai 1.200 del 2014 ai 360 esemplari del 2019. Lo ha reso noto la ministra dell’Ambiente, Ivete Maibasse.

La ministra ha sottolineato che la riserva naturale di Niassa, la piu’ grande del Mozambico, situata a pochi chilometri dal confine settentrionale con la Tanzania, negli ultimi due anni non ha registrato neanche un decesso di elefante per mano dei cacciatori. All’origine di questo risultato, ha sottolineato alla stampa locale la dirigente del governo, “l’energica azione” delle forze di protezione e la particolare attenzione “degli ispettori delle aree protette”.

La polizia mozambicana ha impiegato anche strumenti all’avanguardia per difendere l’animale, come il monitoraggio via satellite tramite collare, si legge sul quotidiano locale O Pais, oltre che campagne di sensibilizzazione della popolazione. Incrementato pero’ anche il controllo sui bracconieri.

Tra il 2015 e il 2019, ha ricordato Maibasse, sono stati condannati per crimini contro la fauna selvatica, con pene comprese tra i 12 e i 16 anni di reclusione, piu’ di 100 persone, oltre un terzo negli ultimi due anni. I bracconieri erano perlopiu’ affiliati alla criminalita’ organizzata, sia locale che straniera.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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