Papa Francesco vuole un accordo globale su pace e clima contro fame e migrazioni

"Le nazioni favoriscano il principio di umanità", chiede il Pontefice
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ROMA – “Guerre, conflitti e cambiamenti climatici sono le principali cause della fame. Si tratta di presupposti importanti per garantire la sicurezza alimentare, ma anche per evitare le migrazioni“. Ne è convinto Papa Francesco, intervenendo stamani a Roma alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione presso la FAO, l’Agenzia Onu per l’Alimentazione e l’agricoltura, a cui partecipano anche i ministri dell’agricoltura del G7.

Il primo problema secondo Bergoglio si risolve applicando il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, per evitare le carestie e i conflitti, ma anche il traffico di armi: “Tutti siamo coscienti degli effetti delle armi di distruzione di massa, ma lo siamo altrettanto degli effetti della povertà?”, chiede alla platea.

Quindi incoraggia l’intervento delle nazioni per prevenire o fermare per tempo l’escalation dei conflitti: “Pensiamo a tutte quelle guerre che si prolungano per decine di anni, e che con un intervento di buona volontà e dialogo da parte della comunità internazionale avrebbero potuto essere evitate, risparmiando sofferenze e spostamenti forzati di migliaia di persone”.

Quanto al secondo punto, per il Pontefice tutte le Nazioni devono impegnarsi sull’applicazione dell’Accordo di Parigi per limitare e prevenire i cambiamenti climatici, nonché “l’impiego delle tecnologie per favorire lo sviluppo”. Le “speculazioni in ambito produttivo” vanno assolutamente evitate: “la terra deve essere a disposizione di tutti”, applicando “modelli di consumo sostenibili”, “la cultura del dono”, “la fraternità”, “l’eguaglianza”. “L’accaparramento della terra non è accettabile”, Insiste Papa Bergoglio.

In conclusione, per Papa Francesco è fondamentale implementare veramente “il principio di umanità tanto usato nel diritto internazionale, nonché quel principio evangelico che ritroviamo in tante religioni”. Non ci si può “limitare alla pietà perché questa si applica all’emergenza. Dobbiamo essere mossi dall’amore, che consente la giustizia sociale e favorisce la produzione e l’autosufficienza alimentare, favorendo nuovi modelli di sviluppo che abbiano a cuore i paesi più indietro”.

“L’istituzione della Fao è arrivata in un momento di grande insicurezza alimentare, con milioni di persone affamate dalla guerra- dice il Pontefice- L’attualità di oggi deve spingerci a una rinnovata responsabilità, non solo in termini di produzione ma anche di credibilità del sistema internazionale. Non si può accettare il compromesso. Dobbiamo far sì che tutti possano guardare al futuro con speranza, senza illusioni, soprattutto a chi fugge dalle guerre e subisce gli effetti del cambiamento climatico”, la sua esoertazione finale.

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