Mafie. Sabella, Gabrielli e gli studenti di Roma celebrano la ‘Giornata della Legalità’

Centinaia di studenti, da un palco allestito accanto alla teca che conserva quel che rimane della Fiat Croma dove morì Giovanni Falcone
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ragazzi mafie2ROMA – ‘Contro la mafia già da ragazzi’ è il grande striscione sorretto da un decina dei 500 ragazzi delle scuole medie romane, presenti alla giornata della Legalità celebrata nella scuola di Polizia penitenziaria a Roma.

Centinaia di studenti, da un palco allestito accanto alla teca che conserva quel che rimane della Fiat Croma dove morì Giovanni Falcone, hanno ascoltato le testimonianze dell’assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella, del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri e di quello di Messina, Sebastiano Ardita, intervenuti in un dibattito moderato dal giornalista Sandro Ruotolo.

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Sabella si è rivolto ai giovani studenti parlando di mafie di oggi e mafie di ieri, di Cosa Nostra delle stragi e della mafia infiltrata nel tessuto economico della società e nella ‘legalità’. Quindi di Mafia Capitale e delle differenti organizzazioni criminali presenti a Roma, “una città non mafiosa, ma dove c’è la mafia”.

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I ragazzi dal canto loro hanno ripercorso gli eventi più significativi degli ultimi decenni. Stragi e omicidi che hanno cambiato il volto del Paese. Tra questi: gli attentati a causa dei quali persero la vita Rocco Chinnici, Cesare Terranova, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e il giornalista radiofonico Peppino Impastato, da cui prende spunto anche il lungometraggio di Marco Tullio Giordana, ‘I cento passi’. E proprio sull’omonima canzone dei Modena City Ramblers un gruppo di studentesse della scuola media Renato Villoresi ha messo in scena una coreografia davanti ai presenti.

“Ho condiviso questo progetto perche non dobbiamo dimenticare l’orrore– ha detto Sabella- La memoria, la cultura e la conoscenza sono alla base del lavoro che vogliamo fare in questo paese e questo incontro è fondamentale per i ragazzi, che non sono il futuro ma il presente del Paese. Impareranno il modo di approccio alla cultura e a tenere sempre la barra dritta verso il rispetto delle regole e la legge. Dove c’è cultura non c’è mafia, dove c’è conoscenza non c’è criminalità”.

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