L’Arcigay loda Rachele Bruni: “E ora tocca al calcio”

Medaglia d'argento nella 10 km del nuoto di fondo alle Olimpiadi di Rio, Bruni ha dedicato il risultato alla compagna Diletta
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rachele bruniROMA – Il messaggio di Rachele Bruni, medaglia d’argento nella 10 km del nuoto di fondo alle Olimpiadi di Rio, è stato “forte, importante. Anche se spero che in futuro non serva più dovere fare coming out”. Gabriele Piazzoni è il segretario nazionale di Arcigay e Rachele Bruni è l’atleta azzurra che al termine della gara che l’ha vista protagonista ai Giochi in corso in Brasile ha dedicato il risultato alla compagna Diletta: “Ho dedicato il mio argento anche a Diletta: non ho mai fatto coming out, ma non mi sono neanche mai preoccupata dei pregiudizi. Io vivo la mia vita con naturalezza“, le sue parole.

“Un messaggio forte- ribadisce Piazzoni all’agenzia Dire- In questo momento nel mondo dello sport è un problema vivere liberamente la propria sessualità. Per questo è importante avere medaglie olimpiche che affermano la voglia di vivere la propria sessualità con serenità. Questo aiuta tanti ragazzi che nei vivai giovanili si trovano in difficoltà. In molti spogliatoi c’è ancora molta strada da fare. Il messaggio di Rachele ha una forza incredibile. Mediaticamente e sportivamente è importantissimo”.

Nelle ore successive il risultato della 10 km si è parlato molto della medaglia vinta e, a margine, anche della dedica: “Questo è un segnale che il nostro Paese sta facendo passi avanti. Ha fatto la differenza il fatto che in Italia sia stata approvata una legge che riconosce dal punto di vista istituzionale l’amore tra persone dello stesso sesso”, ha detto ancora il segretario Arcigay.

“È giusto che alle Olimpiadi lo sport sia in cima alle considerazioni- ha proseguito- Ma questo significa che sta assumendo contorni della normalità, nel senso buono del termine. Le persone possono essere eterosessuali come omosessuali. Cominciamo a vedere i frutti del lavoro fatto dopo anni di battaglie contro coloro che non volevano neanche sentirne parlare“.

“ADESSO TOCCA AL CALCIO”

Per il futuro la speranza è quella di superare lo scoglio più grande, parlando sempre di sport: “Oggi il grande assente resta il mondo del calcio– conclude Piazzoni all’agenzia Dire- che ancora rimane un buco nero dal punto di vista del coming out. E non è credibile che non ci siano calciatori italiani omosessuali. È lo sport più seguito nel nostro Paese. Il prossimo obiettivo è abbattere il muro della paura anche nel mondo del calcio, dove si formano milioni e milioni di ragazzi in quello che dovrebbe essere un ambiente inclusivo”.

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