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Nuovi bombardamenti di Israele su Gaza dopo i palloni incendiari di Hamas

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Le tensioni dopo la marcia dell'estrema destra israeliana nella parte palestinese di Gerusalemme, non ci sarebbero notizie di morti e feriti
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ROMA – La notte scorsa l’esercito israeliano ha sferrato una nuova offensiva militare sulla Striscia di Gaza, dopo che il partito Hamas che governa l’enclave palestinese ha lanciato diversi palloni incendiari oltre il confine. Secondo le autorità israeliane, i palloni hanno causato diversi incendi, un fatto che ha spinto l’esercito a condurre diversi bombardamenti che si sono conclusi alle prime luci dell’alba. Al momento, come riportano fonti di stampa internazionali concordanti, non ci sarebbero notizie di morti o feriti.

I vertici delle Forze armate israeliane hanno fatto sapere di aver preso di mira vari obiettivi di Hamas, e che al momento sono “pronti a tutti gli scenari, inclusi nuovi combattimenti a fronte delle continue azioni terroriste che provengono da Gaza”.

Questo mette a serio rischio la tregua raggiunta da Israele e Hamas il 21 maggio scorso dopo undici giorni consecutivi di bombardamenti israeliani su Gaza, e oltre 3mila razzi lanciati da Hamas verso il sud di Israele. Una crisi che è costata la vita a 254 persone sul lato palestinese e a dodici su quello israeliano.

A riaccendere le tensioni tra le due parti è stata la ‘Marcia delle bandiere’ di ieri: gruppi dell’estrema destra israeliana hanno deciso di sfilare tra le strade di a Gerusalemme est, il lato palestinese della Città santa, per commemorare la vittoria della Guerra dei Sei giorni del 1967, con cui Israele occupò militarmente questa parte della città e poi, nel 1980, proclamò parte di Gerusalemme “unita e indivisibile”, con l’intenzione di renderla la propria capitale. Tutte azioni che vennero sanzionate come illegali da varie risoluzioni delle Nazioni Unite, che chiesero lo sgombero immediato dei militari da quei quartieri.

Scopo della marcia di ieri, era anche quello di sollecitare il nuovo governo guidato da Naftali Bennett affinché sostenga la politica degli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati. In vista di questo appuntamento, il partito Hamas aveva fatto appello a Tel Aviv di revocare l’autorizzazione alla manifestazione, paventando il rischio di nuove violenze.

Stando ai media internazionali, il corteo ha suscitato in effetti diversi momenti di tensione: la polizia israeliana ha sgomberato con la forza un gruppo di palestinesi che si era riunito alla Porta di Damasco – punto di partenza del corteo dei movimenti di destra israeliani – mentre nel corso della giornata almeno 17 palestinesi sono stati arrestati. Altri 33 sono stati feriti dalle cariche della polizia.

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