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Cultura, Lucia Biondi: “Così ho dato nuova luce al Beato Angelico”

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La 'Pala di Bosco ai Frati' del Beato Angelico riconsegnata al museo San Marco dopo un restauro che mancava dal 1955
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ROMA – E’ dal 2018 che Lucia Biondi frequenta assiduamente il Beato Angelico e il museo San Marco dove ieri ha consegnato una rinata ‘Pala di Bosco ai Frati’, dopo un restauro che mancava dal 1955. Lo sporco accumulato, l’alterazione della vernice e dei vecchi ritocchi sono stati l’incubo della restauratrice che alla fine è riuscita a far riacquistare all’opera “le sue principali caratteristiche, l’estrema trasparenza e luminosità”.

“Le vecchie puliture avevano sottratto materiale- spiega Biondi- e con il restauro pittorico abbiamo dovuto ricostruire le abrasioni ma con estrema leggerezza“, con viaggi continui nel museo per ‘interrogare’ le altre opere dell’artista e restituire all’ultima le caratteristiche originarie. Comunque, “confrontarsi con un restauro ad opera di quei due colleghi così importanti, Leonetto Tintori e Alfio del Serra- spiega Biondi nell’intervista alla Dire- mi ha un po’ intimidito all’inizio ma poi mi sono resa conto che, forte delle indagini scientifiche con i mezzi a mia disposizione molto più aggiornati, il mio lavoro aveva un ampio margine di manovra rispetto ai due colleghi che mi hanno preceduta“.

E conclude mostrando sul dipinto come il suo restauro abbia ridato trasparenza e luminosità: “Speriamo ci sia un consenso condiviso nell’affermare che questa opera, simbolo dell’Umanesimo e del Rinascimento fiorentino, possa essere nuovamente inserita a pieno titolo nella corrente della ‘pittura di luce’“.

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