Nigeria, in corso negoziazioni per liberare studenti rapiti

La milizia di ispirazione jihadista nota come 'Boko Haram' ha intanto rivendicato il rapimento di massa
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Di Brando Ricci

ROMA – In Nigeria i rapitori degli oltre 300 studenti sequestrati la settimana scorsa nello Stato settentrionale di Katsina si sarebbero “messi in contatto” con le autorità locali e delle negoziazioni per il rilascio dei giovani sarebbero adesso “in corso”. Lo ha reso noto il governatore dello Stato, Aminu Bello Masari, che ha inoltre scritto su Twitter che le forze di sicurezza “hanno localizzato la posizione” dei ragazzi. Sempre secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi da Masari, i giovani rapiti dovrebbero essere almeno 333.

La milizia di ispirazione jihadista nota come ‘Boko Haram’ ha intanto rivendicato il rapimento di massa. In un messaggio audio di circa quattro minuti diffuso ieri, un uomo che afferma di essere il leader del gruppo armato, Abubakar Shekau, attribuisce la responsabilità dell’aggressione ai suoi “fratelli”, aggiungendo che l’attacco ha voluto colpire “l’istruzione occidentale”.

Gli studenti sequestrati frequentavano un college della città di Kankara, non lontano dal tratto centrale del confine settentrionale con il Niger. Se la rivendicazione di Boko Haram dovesse trovare conferma, si tratterebbe di un possibile segnale dell’espansione territoriale della milizia, tradizionalmente attiva nelle regioni nord-orientali, più vicine alla frontiera col Camerun e al Lago Ciad.
In Nigeria si moltiplicano intanto i timori che il sequestro della scorsa settimana possa trasformarsi in una situazione simile a quella delle 275 studentesse tenute prigioniere da Boko Haram per tre anni tra il 2014 e il 2017. In un sondaggio apparso sul quotidiano Nigerian Tribune, più del 75 per cento dei lettori si dice preoccupato da uno scenario simile.

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