Rieti, esperti dell’Università Niccolò Cusano al lavoro per verifiche agibilità /VD

Ferraguti: "Parliamo di beni immobili ma anche di beni mobili, come le opere d'arte"
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ROMA – L’obiettivo, ora, sono le altre strutture che hanno una grande importanza nella vita di una comunità, come le chiese. E con loro le opere d’arte. Valutata l’agibilità delle scuole per fare tornare in aula i ragazzi, nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto si sta lavorando, in questo caso insieme al ministero dei Beni culturali, proprio sui luoghi di culto.

In campo tecnici esperti del settore e docenti di diversi atenei, tra i quali la professoressa e ingegnere Barbara Ferraguti, e l’ingegnere Stefania Parente, dell’Università Niccolò Cusano di Roma. “La nostra squadra è intervenuta già a fine agosto per valutare l’agibilità delle scuole. Il primo obiettivo, quello di far entrare gli studenti, è stato raggiunto.

Ora passiamo al secondo obiettivo” ha spiegato all’agenzia Dire la professoressa Ferraguti durante un sopralluogo in un’abbazia nei dintorni di Rieti. “Noi siamo stati coinvolti nella valutazione dell’agibilità dei beni culturali, che rappresentano le radici della nostra popolazione- ha aggiunto- Magari non ospitano i residenti, ma sicuramente sono un simbolo. Parliamo di beni immobili ma anche di beni mobili, come le opere d’arte”.


Il team di esperti dell’Unicusano lavora in questa operazione al fianco di un’unità del Mibact. “Saremo in squadra con alcuni rappresentanti del ministero- ha spiegato ancora Ferraguti- che individueranno i beni che devono essere preservati, mentre noi faremo valutazioni strutturali indicando quali sono gli interventi immediati, di maggiore urgenza, che devono essere effettuati”. “Prima facciamo un sopralluogo esterno per verificare eventuali problematiche” ha raccontato invece l’ingegnere Stefania Parente. “Non è detto che ci siano, ma noi siamo chiamati a trovare eventuali danni pregressi o causati dal terremoto.

Poi- ha concluso- dobbiamo valutare se ci sono criticità, che segniamo su una scheda da consegnare al Dicomac. In questa diciamo se l’edificio è agibile o inagibile, solo in parte o completamente. Segnaliamo anche gli interventi di consolidamento immediato, come transennature, che servono per evitare crolli successivi”. Il lavoro sta impegnando le due professioniste anche emotivamente: “Sono gia stata coinvolta dopo il terremoto in Emilia Romagna- ha confidato Ferraguti– ti trovi di fronte a situazioni, a realtà umane che ti toccano a livello di persona. Le vivi insieme a loro“. Pronto a dare una mano. Esperta.

di Flavio Sanvoisin, giornalista

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