Strategia della specializzazione intelligente, all’Università di Urbino il tavolo tematico sulla Salute

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Carloni: “Investire sui settori a maggiore capacità di crescita e sviluppo”
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ANCONA – “Tra pochi mesi l’Europa ci chiederà come spenderemo le risorse della prossima programmazione 2021/2027 e le Marche non possono permettersi di replicare il passato. Dobbiamo avere la forza e l’intelligenza di capire quali sono i settori innovativi da introdurre e valorizzare all’interno del sistema economico marchigiano”. Lo ha evidenziato il vicepresidente Mirco Carloni, assessore alle Attività produttive, aprendo i lavori del tavolo tematico sulla Salute, convocato all’Università di Urbino nell’ambito della campagna di ascolto che la Regione ha avviato per definire la Strategia della specializzazione intelligente del prossimo settennio. Presso l’Aula Magna, la Giunta regionale ha convocato, in presenza e da remoto, l’Università e una rappresentanza del mondo delle imprese del comparto.

Il mondo accademico e produttivo devono guidare le istituzioni nelle scelte da compiere- ha detto Carloni-. L’area salute, dati alla mano, non può non ricoprire un ruolo centrale nelle nostre strategie perché è quella che ha maggiori margini di crescita nel prossimo futuro”. Un ruolo centrale evidenziato dalla gestione della pandemia in corso e dai numeri che mette in campo: “Assicura un elevato fatturato nelle esportazioni marchigiane e si pone a metà classifica della nostra regione per numero di imprese presenti”. La Specializzazione intelligente, non a caso, è sinonimo di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei settori dell’economia che hanno maggiori margini di sviluppo e crescita. “L’errore che, come sistema Marche, possiamo compire– ha ammonito il vicepresidente- è quello di rincorrere il modello economico del passato legato al metalmezzadro. Non possiamo permetterci di perdere il treno delle risorse europee rivivendo un amarcord a cui saremo sempre legati e riconoscenti, ma dobbiamo progettare il futuro con tutta l’intelligenza richiesta dai tempi che stiamo vivendo”.

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