Coronavirus, Magi (Omceo Roma): “Momento difficile, c’è preoccupazione”

"Quello che succede quest'estate lo vedremo tra 10 giorni"
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ROMA – “La situazione a Roma e nel Lazio e’ particolare. Il problema e’ la parte di chi viene dall’estero o di chi va in altre regioni. Facciamo tanto, creiamo tanti meccanismi, poi pero’ si va tranquillamente in spiaggia, in discoteca, in locali chiusi senza mascherina. Questa e’ una contraddizione“. A parlare e’ Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, interpellato dall’agenzia Dire sulla situazione di Roma e del Lazio a proposito dell’epidemia da coronavirus.

“La situazione non e’ favorevolissima- continua- Quello che succede durante questa estate lo vedremo tra 10 giorni“. Sicuramente, “l’eta’ media dei contagiati si e’ abbassata” e i giovani “a casa diventano veicolo di contagio importante. Speriamo che con l’inverno non ci sia una recrudescenza forte. Le vaccinazioni contro l’influenza sono uno strumento indispensabile che ci consente di intervenire in tempi brevi per evitare che i contagiati vadano in terapia intensiva. Qualcosa l’abbiamo imparata, ma un po’ di preoccupazione c’e'”.

Del resto, spiega, “siamo circondati: con la globalizzazione, la possibilita’ di muoversi, di spostarsi, con una scarsa attenzione, si vive come se non fosse successo nulla. C’e’ molta rilassatezza”.

Se da una parte, spiega, “ci sono alcuni anche in mascherina all’aperto, e sono quelli che hanno paura, dall’altra per molti e’ come se non fosse successo nulla. Come se fossimo in un’oasi felice. Ma non e’ cosi’. Non penso si chiudera’ tutto, ma potrebbero esserci chiusure limitate, dei focolai, dei piccoli lockdown. Chiudere tutto il territorio nazionale, no. Siamo in qualche modo pronti”.

Magi, infine, si dice convinto che “noi medici siamo pronti, sappiamo gia’ come interagire, ma molti non si rendono conto che non e’ che bastano i medici. Se non saremo stati responsabili, ci troveremo ad affrontarla in modo piu drammatico”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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