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L’ambasciatore Armellini: “India gigante per vaccini e opportunità”

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Intervista in vista di 'Italy India Innovation Day': da una parte, 14 colossi dell'industria e dell'imprenditoria italiana; dall'altra 15 start-up, scale-up e pmi indiane ad alto tasso di innovazione
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ROMA – Più che un Paese emergente, un gigante pieno di contraddizioni ma ricco di opportunità, in crescita anche in tempi di pandemia, come testimonia il primato di produttore mondiale di vaccini anti-Covid: Antonio Armellini, ambasciatore ed esperto, parla di India alla vigilia di un appuntamento costruito per rafforzare i rapporti imprenditoriali tra l’Italia e il subcontinente.

I lavori si terranno domani, al via alle 10 di Roma, le 13.30 di New Delhi. Il titolo è ‘Italy India Innovation Day’, il format digitale, la sostanza il confronto diretto, operativo al cento per cento. Da una parte, 14 colossi dell’industria e dell’imprenditoria italiana; dall’altra 15 start-up, scale-up e pmi indiane ad alto tasso di innovazione. “Qui la selezione è stata severa perché la risposta è andata oltre le previsioni più ottimistiche” spiega Armellini, uno degli ideatori dell’appuntamento: “Le candidature per partecipare, con la prospettiva di avviare collaborazioni e definire accordi, sono state oltre cento”.

A incontrare le aziende indiane saranno colossi come Bonfiglioli Riduttori, Danieli, Dell’Orto, Ferrovie dello Stato italiane, Fincantieri, Generali Group, Marcegaglia, Maire Tecnimont, Noonic, Piaggio&C., Pininfarina, Sace, Snam e Intesa San Paolo. A promuovere l’iniziativa l’Associazione Italia India per la cooperazione tra i due Paesi, un progetto nato a Milano del 2019, animato da Armellini in qualità di vicepresidente esecutivo e di ex ambasciatore a New Delhi. La sua tesi è che oggi più che mai, nonostante il Covid-19, anzi a partire dalle lezioni apprese in tempi di pandemia, la soluzione non possa essere chiudersi in se stessi.

“Che sia necessario rafforzare la cooperazione internazionale lo ha mostrato bene la vicenda dei vaccini” dice Armellini: “Ci sono solo se chi è in grado di produrli si rende poi disponibile a distribuirli”. E proprio i dati sui farmaci anti-coronavirus, con il primato globale del Serum Institute, che punta a un miliardo di dosi di Covidshield entro fine 2021, consolidandosi come leader dell’export verso i Paesi piu’ svantaggiati, confermano le contraddizioni dell’India. “Da un lato, c’è una capacità scientifica importante” sottolinea l’ambasciatore. “Dall’altro, ci sono le difficoltà a raggiungere una popolazione dispersa su un territorio sterminato, con centinaia di milioni di persone ancora in povertà”.
L”Innovation Day’ è il tentativo di valorizzare e cogliere le opportunità, che stiano o meno a Bangalore, che vuol dire “città dei fagioli bolliti” ma è ormai una capitale globale dell’high tech: in qualche modo simbolo di mille stereotipi da superare, anche in Europa.

Secondo Armellini, “come Italia siamo forse arrivati con leggero ritardo rispetto ad altri partner, ma a un anno e mezzo dalla nascita dell’Associazione entriamo nel vivo e possiamo finalmente recuperare il terreno perduto, ponendo le premesse per un arricchimento”.

Il format prevede la possibilità per tutti i partecipanti di scambiarsi in forma riservata informazioni su prodotti, tecnologie, servizi e modelli di business. I focus saranno su deep-tech e mobilità, energia e digitale, automotive o chimica verde.

“Ci concentriamo nelle aree di expertise delle startup indiane rilevanti per le aziende italiane” spiega l’ambasciatore. “Creiamo un quadro neutro: sta poi alle parti che si incontrano trovare un interesse comune, un accordo e un investimento che sia di reciproco vantaggio”.

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