FOTO | Mare, Goletta Verde: “In Italia inquinato un punto campionato su tre”

Oltre i limiti di legge meta' delle 121 foci monitorate: "No informazione ai bagnanti"
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GOLETTA VERDEROMA – In Italia si incontra un punto inquinato ogni 84 km di costa. È quanto emerge dal monitoraggio di Goletta Verde, che quest’estate ha prelevato 259 campioni lungo le coste italiane, di cui il 47% (121 su 259) alle foci di fiumi e canali. Sono 26 i punti risultati inquinati, fortemente inquinati ben 63, ovvero il 34% del totale, un punto su tre. Delle 121 foci campionate, il 54% (65 su 121) è risultato oltre i limiti di legge, a dimostrazione di come i fiumi siano tra i principali veicoli di inquinamento a mare a causa delle criticità del nostro Paese nella depurazione delle acque. I risultati per l’anno 2020 di Goletta Verde – la campagna con cui ogni estate, da oltre 30 anni, Legambiente monitora lo stato di salute del mare italiano – sono stati presentati stamattina a Roma nella sede dell’associazione. Dalla fotografia scattata lungo le coste del Belpaese, emerge che molte delle aree monitorate sono abbandonate. Dei 259 campioni eseguiti da Goletta Verde, infatti, ben 121 hanno riguardato aree non controllate dalle autorità competenti – secondo le indicazioni riportate dal Portale Acque del ministero della Salute – che nel 49% dei casi sono risultate oltre i limiti di legge. Non si tratta solo di foci di corsi d’acqua, ma anche di spiagge a ridosso delle foci. Dei 121 punti non campionati dalle autorità preposte, ben 13 dei 34 punti a mare analizzati da Goletta Verde sono risultati oltre i limiti di legge.

LE REGIONI MAGLIA NERA

In base a quanto emerso dalle analisi condotte da Goletta Verde tra il 29 giugno e il 5 agosto 2020, sono almeno quattro le regioni maglia nera dell’estate 2020: la Sicilia, con il 58% dei 26 prelievi oltre i limiti, cinque punti inquinati e dieci fortemente inquinati; la Calabria, con il 50% dei 24 prelievi oltre i limiti, due punti risultati inquinati e dieci fortemente inquinati; la Campania, con il 45% dei 31 prelievi oltre i limiti, quattro punti risultati inquinati e dieci fortemente inquinati; e il Lazio, con il 56% dei 25 prelievi oltre i limiti, cinque punti inquinati e nove fortemente inquinati.

E LE PIU’ VIRTUOSE

Tra le regioni virtuose, invece, spiccano: le Marche, con lo 0% dei 12 prelievi oltre i limiti e nessun punto inquinato; il Veneto e l’Emilia Romagna, rispettivamente con il 9% degli 11 prelievi oltre i limiti, zero punti inquinati e un punto fortemente inquinato. Nella stragrande maggioranza dei casi, poi, risulta carente anche l’informazione ai bagnanti sulle potenziali criticità presenti lungo le coste italiane. Il divieto di balneazione è risultato assente nel 70% dei tratti di costa non controllati dalle autorità competenti (Comuni, Regioni, Arpa e Asl), e quindi non balneabili, in cui Goletta Verde ha effettuato i prelievi. Scarsa attenzione da parte delle amministrazioni comunali anche sul posizionamento della cartellonistica informativa sulla qualità delle acque, un obbligo di legge ormai da diversi anni. Nei tratti di costa definiti balneabili dalle autorità e in cui sono stati eseguiti dei prelievi da parte dei tecnici di Goletta Verde, nell’80% dei casi il cartello era assente.

MARINE LITTER: “111 RIFIUTI OGNI KM, 1 SU 3 PLASTICA USA E GETTA”

Negli ultimi tre anni di ricerche in mare (dal 2017 al 2019) su 1.756 km monitorati, Goletta Verde di Legambiente ha contato 111 rifiuti per ogni km di mare e almeno un rifiuto su tre è usa e getta di plastica, per lo più imballaggi, buste, cassette di polistirolo e bottiglie. La situazione non migliora sulle spiagge: durante le tappe di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, i volontari di Legambiente quest’estate hanno organizzato iniziative di pulizia dopo mesi di stop delle attività, continuando anche il monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge. A destare più preoccupazione è la plastica che costituisce l’83% di rifiuti trovati e, in particolare, l’usa e getta: sulle spiagge italiane almeno il 42% dei rifiuti trovati è plastica monouso, se ne trovano tre per ogni metro di sabbia. Resi pubblici anche i dati sulla presenza delle microplastiche in 13 laghi italiani, a seguito dei monitoraggi di Goletta dei laghi realizzati nell’estate del 2019 in collaborazione con Enea. Dati rilevanti vanno dal minimo rappresentato dal lago di Scandarello (nel Lazio), con una media di oltre 7.500 particelle per chilometro quadrato di superficie lacustre, fino al massimo del lago d’Orta (in Piemonte) in cui è stata rilevata una media pari a oltre 838mila particelle per chilometro quadrato di superficie. Nel 2019 è stato introdotto, laddove possibile, anche il campionamento in colonna d’acqua, per stimare la presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità. In particolare, tali particelle sono state rilevate fino a 50 metri di profondità nei laghi Orta, Maggiore, Como, Iseo, Garda e Bracciano, con il dato minore rilevato nel lago d’Orta (0,32 particelle per metro cubo di acqua filtrata dalla rete) e il maggiore rilevato nel lago d’Iseo (2,52 particelle per metro cubo di acqua filtrata). Legambiente ricorda che il monitoraggio delle microplastiche è un lavoro inedito per moltissimi dei laghi monitorati dall’associazione ambientalista e che proseguirà nei prossimi quattro anni grazie al progetto europeo LIFE Blue Lakes.

GOLETTA DEI LAGHI: SU 28 BACINI UN PRELIEVO SU 4 OLTRE LIMITI

Sono 28 i bacini lacustri monitorati quest’estate dalla Goletta dei Laghi di Legambiente dal nord al sud della Penisola in undici regioni, contro i 19 dello scorso anno. Su 102 prelievi per le analisi microbiologiche sono stati giudicati oltre i limiti di legge il 28% dei prelievi (otto inquinati e 20 fortemente inquinati). Questi gli specchi d’acqua dolce al centro dell’edizione 2020: in Piemonte i laghi d’Orta, Viverone, Avigliana e Maggiore, nella sua sponda piemontese; in Lombardia la sponda corrispondente del Maggiore, il Ceresio, il lago di Como, d’Iseo e la sponda occidentale del Garda; in Veneto, l’altra metà del Garda (la cui parte più settentrionale ricade nella PA di Trento) e il lago Santa Croce. Nel centro Italia sono stati campionati: in Umbria, Trasimeno e Piediluco; nel Lazio i laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Canterno, Albano, Fondi, Sabaudia e Fogliano. Al sud: in Campania, i laghi Patria e Matese; in Molise, il lago di Occhito; in Puglia, il lago di Varano; in Calabria i laghi Arvo e Cecita; e in Sicilia i laghi Soprano, Pergusa e Prizzi.

LAGHI, I DATI PIU’ CRITICI

Tra i laghi in cui si sono riscontrati i dati più critici, in base alle analisi eseguite da Goletta dei Laghi tra il 29 giugno e il 5 agosto 2020, ci sono: il Ceresio, in Lombardia con tre prelievi, il 100% oltre i limiti, un punto inquinato e due fortemente inquinati; il Soprano, in Sicilia, e Fogliano, nel Lazio, rispettivamente con un punto fortemente inquinato. Da monitorare anche: il lago di Como, con il 50% dei dieci prelievi oltre i limiti, due punti inquinati e tre fortemente inquinati; il Maggiore, con sei punti su 12 oltre i limiti, due inquinati e quattro fortemente inquinati; Fondi, Viverone e Avigliana, rispettivamente con un punto fortemente inquinato su due prelievi effettuati; Bolsena, con il 43% dei sette prelievi oltre i limiti di legge, due punti inquinati e uno fortemente inquinato. In totale sono 53 i campioni prelevati in foce, 49 quelli prelevati a lago. Dei campioni giudicati oltre i limiti, l’82% è stato prelevato in foce a canali, fiumi o torrenti. Dei 102 punti oggetto di analisi, 37 corrispondono a porzioni di laghi definiti balneabili dalle autorità competenti; otto di questi sono risultati con cariche batteriche oltre i limiti di legge (di questi tre giudicati inquinati e cinque sono fortemente inquinati).

GOLETTA VERDE E DEI LAGHI, MALADEPURAZIONE NEMICO PRINCIPALE ACQUE

Resta la maladepurazione il principale nemico delle acque dolci e salate nel nostro Paese. A confermarlo è il bilancio critico delle due Golette di Legambiente, Goletta Verde e Goletta dei laghi. Ben 361 i punti totali campionati in 18 regioni (tra cui Molise, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Calabria, Liguria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Campania) e 28 bacini lacustri con un punto su tre risultato oltre i limiti di legge lungo le coste e uno su quattro nei laghi. I risultati del monitoraggio sono stati presentati questa mattina a Roma nella sede dell’associazione ambientalista da Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Serena Carpentieri, vicedirettrice e responsabile campagne di Legambiente, e Andrea Minutolo, responsabile scientifico dell’associazione. Le criticità maggiori sono state riscontrate sul versante costiero tirrenico a ridosso di foci di fiumi e canali, con una situazione preoccupante in diverse regioni del sud, come Campania, Calabria e Sicilia, dove persistono problemi legati all’assenza di impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria, e nel centro Italia, in particolare nel Lazio. Ad aiutare quest’anno il team di tecnici di Legambiente nei monitoraggi oltre 300 volontari e volontarie dei circoli territoriali. Per Legambiente si tratta di “una grande azione di citizen science”, quest’anno “il cuore delle due campagne” che, a causa delle restrizioni anti-Covid, “non hanno potuto avvalersi del classico itinerario coast-to-coast a bordo dell’imbarcazione”.

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12 Agosto 2020
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