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Scampia, Ciro Corona: “La scuola è una fabbrica di anticorpi”

ciro corona presidente dell'associazione (R)esistenza Anticamorra
Il presidente dell'associazione (R)esistenza Anticamorra, nel plesso di palazzine popolari altrimenti conosciute come 'case dei puffi', gestisce gli spazi di un bene confiscato alla mafia
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NAPOLI – “Uno dei grandi problemi dei nostri territori è la mancanza di scelta. Poi si può scegliere anche di fare il malavitoso nella vita, però bisogna avere la possibilità di scelta. E se tuo nonno, tuo padre, tuo fratello, vendono droga, allora difficilmente farai altro se non ti viene mostrato che esiste altro. Per mettere le persone in condizione di scegliere c’è bisogno di educarle. La scuola è fondamentale, è una fabbrica di anticorpi. Per fortuna in questo territorio ci sono scuole che funzionano benissimo”. A parlare è Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)esistenza Anticamorra che, a Scampia (Napoli), nel plesso di palazzine popolari altrimenti conosciute come ‘case dei puffi’, gestisce gli spazi di un bene confiscato alla mafia.

“Noi siamo partiti in questa struttura nel 2012– continua Corona- lontani da ogni cliché dell’antimafia borghese. Volevamo dimostrare che si può fare antimafia sui nostri territori restituendo quei pezzi del territorio al quartiere che negli anni camorra e malapolitica ci hanno portato via. Questa era una piazza di spaccio e un ritrovo per tossicodipendenti. Il plesso è stato bonificato senza soldi pubblici e quella fabbrica di morte oggi è un centro polifunzionale – l’Officina delle Culture – dedicata a Gelsomina Verde”.

Il centro ospita 15 realtà sociali, anche se “il cuore pulsante del centro polifunzionale è rappresentato dall’A.s.d Ali di Scampia”. Si tratta di un laboratorio di fitness che al contempo svolge, per oltre 600 donne del quartiere, un’importante ruolo di rinascita e rivincita sociale. Lo racconta a diregiovani.it Cira Celotto, ideatrice del progetto. “Metto la mia passione per il fitness a disposizione dei bambini e delle donne di quartiere. La palestra, quando sono arrivata, non era così. Piano piano ho reso questo spazio più accogliente. Faccio 12 corso al giorno e questo è il mio piccolo paradiso. C’era anche un sottoscala abbandonato, che noi abbiamo recuperato e che adesso usiamo per la riabilitazione di ragazzi con difficoltà motorie”.

“Nel dedicare un’ora al proprio corpo, molte donne si sentivano in colpa- racconta Cira- Quello che noi come associazione facciamo è dimostrare loro che la palestra non è un lusso, è libertà, spensieratezza”. Molte delle donne che prendono parte alle attività del laboratorio sono anche mamme e, a fare da raccordo con l’associazione, spesso sono proprio le maestre dei loro figli. C’è una sinergia concreta e costante, infatti, tra l’associazione e l’IC Alpi Levi di Scampia. “Ci teniamo in modo viscerale a fare rete con il territorio, con le realtà che funzionano sul territorio- spiega Corona. Questo grande laboratorio sociale, quello di Scampia, deve diventare buona prassi, replicabile anche altrove. La fusione con le attività della scuola della preside Rosalba Rotondo per noi sono fondamentali. Sono lo specchio di un fare che si racconta spesso ma che poi non si vede concretamente. Qui è nata una squadra del fare che quotidianamente si sporca le mani sui territori”.

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