Strisce blu a Roma, bocciate le mozioni: resta il pagamento durante l’emergenza

Fdi-Pd chiedevano gratuità, no anche ad abbonamento calmierato
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ROMA – Niente da fare per i cittadini: a Roma le strisce blu rimarranno a pagamento – dopo l’esenzione della fase 1 – per tutta la durata dell’emergenza coronavirus a differenza di Milano e Torino, che ne hanno prorogato la gratuita’ rispettivamente fino al 31 maggio e al 2 giugno per favorire il distanziamento sui mezzi pubblici. Il Movimento Cinque Stelle in Campidoglio ha infatti bocciato a maggioranza – entrambe con 25 contrari, 14 favorevoli e 1 astenuto – due mozioni dell’opposizione, una a firma di Fratelli d’Italia e l’altra del Partito democratico, che prevedevano la sospensione della tariffazione della sosta, anche per i parcheggi di interscambio, per non penalizzare i cittadini che, visto il contingentamento dei posti sui mezzi pubblici per il distanziamento sociale introdotto dai Dpcm, sono tutt’ora costretti a utilizzare l’automobile per recarsi al lavoro o per gli altri spostamenti rientranti nei motivi di necessita’. Tramontata anche l’ipotesi del consigliere M5S, Roberto Di Palma, che aveva previsto abbonamenti mensili calmierati a 30 euro per le strisce blu, mantenendo un importo in linea con la tessera Metrebus: “Si e’ rivelata di difficile attuazione”, ha spiegato il presidente della commissione Mobilita’, Enrico Stefano (M5S). Una posizione avallata dallo stesso Di Palma: “Per uno sconto sarebbero servito un iter troppo lungo e dunque, visto che chi si muove lo fa per lavoro, abbiamo ritenuto che fosse possibile mantenere la tariffa”.

“Torniamo ancora una volta a discutere questa mozione dopo che la scorsa volta in Assemblea non si e’ discussa per la proposta di rinvio in commissione del presidente Stefano. Deponevamo speranza nella commissione perche’ volevamo immaginare che non fosse una riunione solo per prendere tempo, considerando che la mozione ha valore di urgenza perche’ si riferisce al tema della gratuita’ delle strisce blu in vigore per tutta la fase 1 e non confermata dall’inizio della fase 2”, ha detto il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo, illustrando la sua mozione. Una scelta, ha aggiunto, “che consideriamo sbagliata e con questa mozione chiediamo di procedere con la gratuita’ e la consideriamo urgente. Non c’e’ ideologia, non ci interessa un dibattito generale sulle strisce blu e sul suo costo, vogliamo una misura straordinaria per un periodo straordinario di grande sofferenza economica per cittadini e imprese. Aggiungo che tenere aperta la Ztl, come state facendo, e’ incoerente perche’ quella scelta e’ motivata dalle medesime ragioni”. Per il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi, “il fatto che a Roma le strisce blu non abbiano un costo troppo elevato non e’ una concessione o una carineria nei confronti dei cittadini, ma il frutto di un ragionamento che tiene insieme l’ampiezza della domanda e del territorio calcolando un prezzo congruo per i periodi ordinari”. Questo pero’, ha sottolineato, “e’ un momento di emergenza e le ordinanze e i Dpcm riducono fortemente la fruibilita’ dei mezzi pubblici, una situazione che non cambiera’ dopo il 18 maggio: o si intensificano le corse del tpl comprando nuovi bus per far fronte alla riduzione dei posti, e la vedo dura sia per il bilancio sia per i tempi lunghi che sarebbero necessari, o l’amministrazione deve capire che le persone per andare al lavoro e muoversi dovranno colmare da soli questo gap ricorrendo ai mezzi privati. E questo non per piacere ma per necessita’, dato il contingentamento dei mezzi pubblici”. Per Pelonzi “l’opportunita’ di rendere gratuite le strisce blu nel periodo dell’emergenza e finche’ permane il distanziamento non puo’ essere basata su calcoli di bilancio o dei flussi di traffico, perche’ ci sono norme di rango superiore che costringono i cittadini all’utilizzo di mezzi privati: rendere la sosta gratuita sarebbe una misura opportuna”.

A replicare alle opposizioni e’ stato Stefano: “Sia la Ztl che la sosta tariffata fanno parte della stessa famiglia, ma sono due misure diverse- ha detto rispondendo a De Priamo- Noi dovevamo evitare che tutti tornasserro all’utilizzo del mezzo privato perche’ significherebbe traffico, congestione e caos. Non sarebbe una risposta efficiente, quindi abbiamo deciso di riattivare la sosta tariffata da una parte per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato e dall’altra per garantire la necessaria rotazione degli spazi“. A Roma poi, ha puntualizzato il presidente della commissione Mobilita’, “la sosta tariffata ha un sistema molto, molto agevole che va incontro al cittadino. In tante altre citta’ italiane, anche con meno strutture di trasporto pubblico di noi, c’e’ un sistema di tariffazione che va dai 2 ai 3 euro l’ora e non esiste l’abbonamento da 4 euro al giorno o 70 al mese. Noi riteniamo che questo momento di crisi debba essere l’occasione per ripensare le nostre citta’ e le modalita’ di lavoro e spostamento, quindi non ci siamo sentiti di incentivare l’automobile privata e abbiamo ripristinato questa misura dando tante alternative e ricordando che oltre il 50 per cento degli spostamenti a Roma sono spostamenti brevi e che possono essere coperti anche con modalita’ alternative alla automobile privata. Soprattutto nelle aree piu’ centrali, quelle colpite dalla sosta tariffata. La Ztl- ha concluso Stefano- non e’ altrettanto diffusa e dunque per la lotta al traffico ha un impatto molto piu’ limitato”.

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12 Maggio 2020
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