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Kassahun del Black Post: “Sassoli, un cuore contro le disuguaglianze”

david sassoli
Il ricordo dell'attivista e giornalista di origini etiopi: "La sua attenzione mi ha colpito in quanto cristiano, un cuore così fortemente rivolto a creare una società senza disuguaglianze"
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ROMA – “David Sassoli si è offerto di sua spontanea volontà di scrivere la prefazione del nostro libro sull’esperienza di Black Post, è stato gentilissimo. Aveva un’attenzione meravigliosa per le disuguaglianze“. Il ricordo è dell’attivista e giornalista di origini etiopi, romano di adozione, Sofonias Kassahun. L’agenzia Dire lo ha contattato dopo la morte del presidente del Parlamento europeo, deceduto in un ospedale in provincia di Pordenone a causa di una disfuzione del sistema immunitario per cui era stato ricoverato il 26 dicembre.

Kassahun è uno degli animatori di Black Post, un portale di notizie curato da migranti e da figli di migranti per raccontare il fenomeno e la quotidianità degli stranieri nel nostro Paese declinandolo alla prima persona. Un’esperienza che mette insieme sensibilità diverse, che nel dicembre del 2019 hanno deciso di raccontarsi in un libro, ‘Mig Generation, la banda del Black Post si racconta’, di Incisiva edizioni. “Sassoli venne a sapere del progetto e si offrì di scrivere la prefazione”, ricorda Kassahun, classe 1992, giunto in Italia anni fa con una borsa di studio. “E’ significativo che una persona di questo livello istituzionale si interessi di un progetto piccolo ma soprattuto si interessi del tema e di noi, spesso relegati ai margini dalla società italiana”. All’epoca Sassoli, una carriera nel giornalismo per poi diventare eurodeputato nel 2009, era stato da poco eletto presidente del Parlamento di Bruxelles nell’ambito di una coalizione che metteva, e tuttora mette insieme, tre anime diverse. “E’ stato un grande piacere e una grande opportunità conoscerlo”, aggiunge il redattore di Black Post. “La sua attenzione mi ha colpito in quanto cristiano, un cuore così fortemente rivolto a creare una società senza disuguaglianze”.

Le disuguaglianze, ma anche le migrazioni e i muri che le vogliono limitare, “confine tra ciò che è morale e immorale, tra ciò che è umano e disumano”, prima di qualsiasi altra cosa, sono elementi che Sassoli ha citato anche in quello che è poi diventato il suo ultimo discorso pubblico, lo scorso 23 dicembre, in occasione degli auguri di Natale.

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