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Il futuro dell’Europa è nei giovani e l’istruzione è la risposta più forte alla Brexit

di Anna Paola Sabatini, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Molise Giuliano Amato lo ha ben spiegato durante la sua lectio
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di Anna Paola Sabatini, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Molise

Giuliano Amato lo ha ben spiegato durante la sua lectio magistralis tenuta alcuni giorni fa in Molise durante un evento organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale: “Il futuro dell’Europa – ha detto il giudice costituzionale, già presidente del Consiglio dei Ministri, davanti a oltre 700 studenti – non è nelle mani delle vecchie generazioni, ma delle nuove”. Se da un lato, infatti, la spinta populista e degli euroscettici trova nuova linfa in fenomeni come la Brexit, dall’altro l’onda propulsiva di migliaia e migliaia di giovani muove verso un’Europa forte e più unita.

E in un momento così delicato per il futuro del vecchio continente è proprio il mondo della scuola e dell’istruzione a fungere da baluardo per la conservazione e la trasmissione dei valori europei.

Nella Sala della Comunicazione del Miur, a Roma, si è tenuta ieri la Conferenza di apertura dell’“Incontro Culturale Erasmus 2016”.

Tre giorni di dibattiti e di cultura, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per dare il benvenuto agli studenti di tutto il mondo vincitori di una borsa di studio Erasmus+, all’inizio dell’anno accademico da trascorrere in Italia. L’appuntamento è nato come evento nazionale di Erasmus Student Network Italia nel novembre 2008. Quest’anno si celebra il trentesimo anniversario del progetto Erasmus e il ventesimo anno del servizio di volontariato europeo.

Erasmus è il progetto che ha destato il desiderio di partire, di crescere e di scoprire, nei giovani europei. La tre giorni servirà a tracciare un bilancio dei risultati raggiunti guardando all’orizzonte 2020, senza dimenticare il passato del sistema universitario europeo ed in particolare l’Università di Camerino, fondata nel 1336 e simbolo della storia universitaria europea, gravemente danneggiata dal sisma del 30 ottobre 2016.

Trasformando l’inaugurazione dell’anno accademico in un incontro culturale che raduna migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo, l’Incontro Culturale Erasmus si pone come occasione di incontro per i ragazzi che in Italia vivono la stessa esperienza, ma in città diverse: è una possibilità di confronto, di integrazione, di promozione della nostra cultura e allo stesso tempo della mobilità internazionale. Nel corso degli anni, l’iniziativa ha visto aumentare le adesioni degli studenti stranieri. Il mondo dell’istruzione viaggia compatto verso un’Europa più unita. Questa è la risposta più forte della Brexit. La dimostrazione sta proprio in progetti come Erasmus o Euroscola che ogni anno coinvolgono ed entusiasmano migliaia di studenti. E come sottolineava Giuliano Amato, il futuro dell’Europa resta esclusivamente nelle loro mani.

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