In Sudan destituito il presidente Al-Bashir: esercito guida ‘fase di transizione’

A Khartoum manifestanti festeggiano, il 19 dicembre scoppiavano proteste
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ROMA – Il presidente Omar Hassan Al-Bashir, al potere in Sudan da 30 anni, è stato destituito e arrestato: lo ha annunciato oggi il ministro della Difesa Awad Ibn Ouf, in un discorso trasmesso dalla televisione nazionale. Secondo il responsabile, l’esercito gestirà una fase di transizione di due anni che sarà seguita da elezioni.

Questi avvenimenti giungono a quasi quattro mesi di distanza dallo scoppio di vaste proteste per chiedere la deposizione del Capo di Stato, al potere ininterrottamente dal 1989. Intanto è montato l’entusiasmo tra i manifestanti: a centinaia sono scesi in strada, e anche sui social si susseguono foto e video che ritraggono le persone cantare e ballare al ritmo dell’inno nazionale. Oppure, si scandisce lo slogan “saqata”, “è caduto”, in arabo. Online hanno iniziato a circolare anche “meme” della foto di Omar Al-Bashir con su scritto “Game over”, “è finita”. Per la prima volta dallo scoppio delle proteste del 19 dicembre, ai cortei è stato permesso di raggiungere il quartier generale dell’esercito, come tengono a sottolineare i media internazionali.

MANIFESTANTI A KHARTOUM: ESERCITO CI DICA COSA VUOLE FARE

Sebbene mancasse l’annuncio ufficiale delle dimissioni del presidente Omar Al-Bashir, i leader delle proteste anti-governative si erano già organizzati per tornare a manifestare.

Come si legge sui quotidiani internazionali, ai manifestanti non basta che Bashir lasci la presidenza: chiedono garanzie affinché non si verifichi un semplice “avvicendamento al potere”, e al contrario vi sia un rinnovamento dei vertici istituzionali attraverso regolari elezioni. E’ per questo che l’Associazione dei professionisti sudanesi (Spa) – sigla sindacale che da subito si è imposta come tra i principali organizzatori delle proteste – ha convocato un raduno di fronte il quartier generale dell’esercito, a cui hanno risposto a centinaia: in un video condiviso sui propri profili social i manifestanti riempiono il viale a perdita d’occhio. In particolare, l’Spa chiede che i militari informino la popolazione circa “il profilo della rivoluzione in termini di libertà e cambiamento”. “La rivoluzione continua”, scrivono ancora. Sempre attraverso i social è stato lanciato un appello a medici e infermieri affinché si rechino sul luogo del corteo, oppure “negli ospedali o le cliniche vicino a luoghi della protesta e dei raduni”, per poter intervenire “in caso di emergenza”. Dall’inizio delle proteste, il 19 dicembre scorso, decine di persone hanno perso la vita o sono rimaste ferite negli scontri con l’esercito.

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11 Aprile 2019
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