Coronavirus, Lazzeri (Arir): “Fisioterapisti respiratori prima linea per rispondere emergenza”

L'intervista a Marta Lazzeri, presidente dell'Associazione Riabilitatori dell'Insufficienza Respiratoria (ARIR)
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ROMA – Ma di fronte alle criticita’ che sta affrontando la “prima linea”, gli sforzi e le competenze specialistiche dei fisioterapisti sono investite nelle terapie intensive e soprattutto nelle semintensive.

Su questo piano Marta Lazzeri precisa: “ad oggi siamo presenti soprattutto in quei reparti che sono stati trasformati da aree di degenza in strutture di terapia intensiva intermedia. Per intenderci dove le funzioni respiratorie di questi pazienti vengono supportate attraverso sistemi di ossigenazione ad alto flusso, o attraverso l’utilizzo del casco per la somministrazione di Cpap o della ventilazione non invasiva.

Chiaramente tutto cio’ seguendo le indicazioni che le Societa’ scientifiche stanno emanando e collaborando strettamente con i medici intensivisti-rianimatori, medici d’urgenza, e pneumologi e infermieri”.

Ma l’emergenza sta assumendo dimensioni preoccupanti soprattutto in Lombardia, con sempre maggior richiesta di gestione dei pazienti critici: come sono presenti sul territorio e nei centri di cura lombardi i fisioterapisti? “Stiamo riorganizzando la nostra presenza, intensificandola: ad esempio in alcuni ospedali milanesi- conclude la presidente di ARIR- quali il Policlinico e l’Ospedale Niguarda di Milano in cui abitualmente siamo presenti sette giorni su sette, abbiamo incrementato il numero dei fisioterapisti respiratori presenti nel fine settimana e sono stati istituiti turni, per estendere la nostra presenza ed attivita’ in reparto durante l’intera giornata. Ci stiamo adattando giorno per giorno ai numeri di questa vasta ed imprevedibile emergenza”.

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11 Marzo 2020
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