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Lorenzin-Malagò: salute e sport vanno a braccetto

La ricetta del benessere passa dalla tavola, ma anche da palestre e piscine
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Lorenzin-Malagò

ROMA – Salute e sport “vanno a braccetto”, perché “oggi stiamo testando scientificamente che per essere in armonia dobbiamo seguire alimentazione e stili di vita corretti, senza fare abuso di alcol e fumo, facendo una sana attività fisica”. La ricetta del benessere passa dalla tavola, ma anche da palestre e piscine. A dirlo, anzi ribadirlo, sono due professori d’eccezione: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Entrambi hanno tenuto una lezione alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Luiss di Roma sul tema “Salute e Sport: un binomio essenziale per il Sistema Paese. Le sfide del prossimo futuro”, una iniziativa delle cattedre riunite di Diritto amministrativo, Diritto penale delle scienze mediche e delle biotecnologie, Diritto sanitario e Diritto dello sport, con la collaborazione dell’Associazione sportiva Luiss.

La collaborazione tra i due mondi, ha spiegato Lorenzin, “fa anche risparmiare lo Stato. La frontiera di oggi è la prevenzione, la nostra prima medicina, incentrata su come evitare le malattie e mantenersi in salute il più a lungo possibile. E la prevenzione inizia dalla gestazione, alimentando in modo corretto il bambino. Poi- ha aggiunto- il compito di pensare alla nostra salute ce lo portiamo dietro per tutta la vita, e in questo lo sport riveste un ruolo immenso, ad esempio per contrastare patologie come il diabete”. Proprio in questo caso i numeri parlano chiaro: “E’ dimostrato, infatti, che se le persone si dedicassero per 30 minuti al giorno all’attività fisica e si alimentassero nel giusto modo, non solo non si ammalerebbero ma per il Sistema sanitario ci sarebbe un risparmio di circa 3 miliardi di euro da investire”. A fare eco al ministro sull’importanza della prevenzione e dell’attività fisica, è il numero uno dello sport italiano. Malagò ha spiegato: “Una donna che nasce oggi vivrà circa 85 anni, mentre un uomo 80. Però le donne vivono peggio gli ultimi trent’anni della loro vita: questo è dovuto al fatto che gli uomini fanno più sport. Quindi possiamo definirlo come un problema culturale“. Da quando ha assunto la guida del Coni “il tasso di pratica sportiva ha raggiunto il 60%, una quota mai registrata prima. Dobbiamo continuare su questa strada, soprattutto al Sud dove riscontriamo i numeri peggiori: in questo dobbiamo andare a braccetto con il ministero della Salute. In generale con il Governo- ha concluso Malagò- oggi ci stiamo muovendo su due fronti: le informazioni sui corretti stili di vita e il tema dell’impiantistica”.

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