“Cosa faceva Dio prima di creare il mondo?”, il Papa risponde ai bambini

Quello di Bergoglio, però, non è un libro solo per bambini ma per tutti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

libro_papa

ROMA – “È bello rispondere alle domande dei bambini, ma li vorrei avere qui con me, tutti! Sarebbe bellissimo. Ma so anche che questo libro di risposte andrà in mano a tanti bambini in tutto il mondo. E di questo sono felice”. Sono le parole di Papa Francesco, che compaiono sulla quarta di copertina del suo libro ‘L’amore prima del mondo. Papa Francesco scrive ai bambini’, nel quale Bergoglio risponde alle lettere scritte da bambini di tutti i continenti tra i 6 e i 13 anni. Il volume, edito da Rizzoli e curato da Padre Antonio Spadaro, è stato presentato oggi per la prima volta in Italia, presso la sala Salviati dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

‘Che cosa faceva Dio prima di fare il mondo? Che cosa ne è dei nostri cari dopo la morte? Abbiamo davvero tutti, anche i malvagi, un angelo custode?’. E ancora: ‘Qual è stata la scelta più difficile che il Papa ha dovuto fare nella sua missione? Che cosa farebbe se potesse realizzare un miracolo?’. Sono solo alcune delle domande contenute in una trentina di lettere alle quali Papa Francesco risponde “con parole semplici e straordinariamente intime, come un padre premuroso, accogliendo e confidando ai più piccoli la sua riflessione sulla vita e sulla fede”.

Nato da una proposta fatta lo scorso maggio al Papa dalla Loyola Press, nei mesi scorsi sono state raccolte 259 lettere in vari istituti scolastici tenuti dai padri gesuiti del mondo. Tra queste ne sono state scelte 31, che il gesuita Spadaro ha presentato al Pontefice registrando le sue risposte. “I bambini non hanno barriere e non costruiscono muri ma ponti alla ricerca di significati- ha detto Padre Spadaro durante la conferenza- Il Papa si rende conto che le domande dei bambini sono le più profonde perché sono le più semplici. Quindi il Papa in questo libro è stato sfidato e ha accettato la sfida, rispondendo ai bambini in maniera diretta, semplice e profonda”.

Se il Papa ne avesse la possibilità, intanto, ha detto che guarirebbe tutti i bambini del mondo perché la sofferenza è uno dei punti più incomprensibili anche per il Pontefice stesso. “Per il Papa la sofferenza dei bambini è incomprensibile– ha proseguito Padre Spadaro- e lo dice con sgomento ma anche con grande dolcezza, perché sa che i bambini hanno bisogno di questo. Eppure non scavalca la realtà ma la guarda in faccia”. I bambini che soffrono, ha aggiunto ancora il gesuita, sono “una spina nel cuore del Papa e la sofferenza che emerge da questo volume è grande: dalla sofferenza più semplice che tutti noi abbiamo provato prima o poi, cioè la perdita di un genitore, fino al litigio dei genitori stessi. Il Papa è molto vicino alle loro sofferenze e, se vogliamo, questo libro ancora una volta è una sfida per tutti coloro che possono fare qualcosa nel mondo in favore dei bambini”.

Quello di Bergoglio, però, non è un libro solo per bambini ma per tutti. Ha spiegato Spadaro: “Mi sono reso conto, essendone il curatore, che accogliendo le riposte del Papa questo libro può essere anche per me, che sono un adulto, perché raccoglie tutte le grandi domande che mi sono sempre posto fin da quando ero bambino e che però poi, alla fine, ho nascosto dentro l’anima- ha concluso- perché sono cresciuto e nel frattempo mi sono cresciuti anche i muri attorno”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»