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VIDEO | Il blogger etiope Hailu: “Rischio il carcere, ma dico la verità”

Befeqadu Hailu Techanie, scrittore e blogger etiope, è stato prigioniero politico e vincitore dell'International Press Freedom Award
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ROMA – “Non so cosa accadrà l’anno prossimo con le elezioni, ma il rischio di tornare in carcere non mi impedirà di dire la verità sul governo“: a parlare con l’agenzia Dire è Befeqadu Hailu Techanie, scrittore e blogger etiope, già prigioniero politico nonché vincitore dell’International Press Freedom Award.

Il punto di partenza del colloquio, a margine del festival ‘Internazionale a Ferrara’, è la liberalizzazione avviata nel 2018 dal primo ministro Abiy Ahmed. Una stagione, quella inaugurata dall’elezione del nuovo capo di governo, segnata dalle promesse di pace con l’Eritrea dopo 20 anni di tensioni e sul piano interno dalla chiusura delle “camere di tortura” e dal rilascio di oppositori e cronisti in carcere.

“I giornalisti Eskinder Nega e Woubshet Taye sono stati liberati – ricorda Hailu – e poi il governo ha deciso di sbloccare 264 siti internet e di permettere alle tv satellitari della diaspora di aprire sedi in Etiopia”. Secondo il blogger, il nuovo corso non è però privo di ostacoli. “Le riforme potrebbero essere riviste o cancellate” il suo timore: “Per sedare gli scontri nella regione di Amhara il governo ha utilizzato qualsiasi mezzo, bloccando internet più volte, restaurando la censura e ordinando nuovi arresti”. Ad alimentare tensioni e rischi, gli assassinii a giugno del capo di stato maggiore Seare Mekonnen e del governatore locale Ambachew Mekonnen. “Il governo ha denunciato un tentativo di golpe ma credo piuttosto a una trama criminale” dice Hailu. “Di fatto, nell’Amhara e in altre regioni, con il nodo delle autonomie e delle rappresentanze territoriali ancora da sciogliere, resta il rischio della repressione delle richieste popolari”. Nella lettura del blogger, queste dinamiche sono legate a “una competizione per il potere” interna al Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (Eprdf). “La coalizione di governo è stata storicamente dominata dalla componente tigrina a scapito di comunità più numerose, come gli amhara e gli oromo” sottolinea Hailu. Convinto che l’altro nodo, decisivo nei tre anni di proteste di piazza e disordini sfociati nell’elezione di Abiy Ahmed, siano le sfide economiche e dell’occupazione: “In Etiopia circa il 60 per cento della popolazione ha meno di 30 anni”.

Nel 2015 Hailu è stato premiato con il Press Freedom Award, assegnato dal Committee to Protect Journalists a lui e al suo collettivo Zone 9 Bloggers. Il riconoscimento è arrivato dopo l’arresto degli attivisti, accusati di “aver istigato alla violenza” con i loro post. Circa un mese fa, il 9 settembre, Hailu è tornato a visitare il carcere di Addis Abeba dove era stato prigioniero: la struttura era stata aperta al pubblico per tre giorni, con un’iniziativa approvata da Abiy Ahmed.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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