Carcere di Uta, Pili denuncia: “In arrivo quaranta boss di mafia, camorra e ‘ndrangheta”

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Il deputato di Unidos ha annunciato per le prossime ore una visita ispettiva nel carcere cagliaritano e un'interrogazione parlamentare
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Mauro-PiliCAGLIARI – “Con un ‘blitz’ di Ferragosto il ministro della Giustizia ha trasformato il carcere circondariale di Uta in una sezione per mafiosi, camorristi ed esponenti di primo piano della ‘ndrangheta”. È la denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili, che ha annunciato per le prossime ore una visita ispettiva nel carcere cagliaritano e un’interrogazione parlamentare.

Da quanto emerge dalle rivelazioni del parlamentare sardo, una disposizione del ministero della Giustizia ordinerebbe l’evacuazione di detenuti “ordinari” di un intero reparto del carcere, per fare posto a detenuti di alta sicurezza, che arriveranno nelle prossime ore a Cagliari. “In pochi giorni il carcere di Uta sarà trasformato in una vera e propria cajenna mafiosa– denuncia Pili- sono attesi almeno 40 detenuti in regime di alta sicurezza legati a mafia, camorra e ‘ndrangheta”.

Una situazione allarmante per l’ex governatore, anche per il rischio di infiltrazioni criminali nel territorio: “Tutto questo sposterà nel cagliaritano la presenza dei familiari dei detenuti mafiosi e non solo- spiega-. Ora più che mai il rischio infiltrazioni è gravissimo. É una decisione inaudita che stravolge la stessa natura del carcere destinato a detenuti ordinari”. Non solo: “Nessuno lo dice- continua Pili- ma questa decisione che circola ormai negli ambienti degli agenti, ha provocato un clima tesissimo per l’arroganza di questi detenuti e soprattutto la carenza cronica di personale che rende tutto molto più difficile, sia per quanto riguarda la gestione ‘interna’, che per quella ‘esterna’ di questo tipo di detenuti”.

Secondo le organizzazioni sindacali, spiega il deputato, “mancherebbero all’appello non meno di 100 agenti”. Una situazione, conclude Pili, “insostenibile, della quale il Governo è responsabile, insieme al vergognoso silenzio di una giunta regionale di inetti e servi del sistema”.

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