Grasso: “L’omicidio di Scopelliti fu preventivo, il suo esempio vive ancora”

La mafia uccise il giudice il 9 agosto di 25 anni fa: "pensavano di poter così impedire alla giustizia di fare il suo corso"
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Antonio_scopellitiROMA  – “Un altro omicidio di mafia purtroppo ancora irrisolto. Antonino Scopelliti avrebbe dovuto rappresentare l’accusa nel maxiprocesso, ormai giunto in Cassazione. Lo uccisero il 9 agosto di 25 anni fa: pensavano di poter così impedire alla giustizia di fare il suo corso. Non ci riuscirono. Finalmente il 30 gennaio 1992 la Corte emise la sentenza definitiva confermando l’impianto accusatorio del pool antimafia e le condanne ai boss inflitte in primo grado. Nella sua Calabria, l’esempio del giudice Scopelliti non è svanito: sono infatti moltissime le persone che ogni giorno si impegnano nel ricordo di un uomo che ha onorato fino in fondo la sua professione e la sua lealtà allo Stato”.

CHI ERA IL GIUDICE SCOPELLITI

Entrato in magistratura a 24 anni, Scopelliti è stato Pubblico ministero sia presso la procura di Roma sia presso quella di Milano. Durante la sua brillante carriera ha ricoperto poi il ruolo di Procuratore generale in Corte d’appello e quello di Sostituto Procuratore Generale in  Corte di Cassazione. Ha partecipato a processi su fatti oscuri della storia recente italiana, da quello sul sequestro da Aldo Moro, a quelli sulla strage di Piazza Fontana e del Rapido 904, fino al maxi processo alla mafia. E’ stato ammazzato in Calabria, mentre rientrava da una giornata al mare: era in automobile quando gli spararono con un fucile calibro 12.

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