Roma, Casa delle Donne: “Basta incertezza, Raggi risponda sulla proposta di transazione”

Il problema, per il civico 19 di via della Lungara, non è però di tipo "amministrativo-contabile", ma politico
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ROMA – L’amministrazione Raggi batte un colpo con la Casa internazionale delle Donne e manda alla conferenza stampa convocata stamattina negli spazi di via della Lungara 19 a Roma la sua neodelegata alle Politiche di genere Lorenza Fruci, in Campidoglio da tre giorni, come gesto di apertura. Segnale apprezzato dalla presidente della Casa, Francesca Koch, che torna a chiedere una risposta politica alla sindaca e non risparmia di ripercorrere nel corso della conferenza le tappe di uno scontro che si trascina da oltre un anno e “ci sta logorando”.

Una situazione paradossale per le femministe, quella che la Casa sta vivendo dopo la revoca della Convenzione con il Comune dell’agosto 2018, con la proposta di transazione “consegnata più di sei mesi fa, a cui c’è stato risposto solo con assicurazioni verbali”, spiega Koch, ma di fatto è ancora in attesa di un riscontro formale che la Casa chiede a gran voce.

Nel frattempo, però, all’indirizzo delle femministe è stata recapitata una comunicazione datata 28 giugno avente per oggetto “archiviazione dell’istanza di autorizzazione temporanea per effettuare trattenimento danzanti, concerti, spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali, cinematografiche e videoproiezioni nell’ambito della manifestazione ‘La Casa (S)piazza’”, con cui la Casa si era aggiudicata il bando Estate Romana 2019, con relativo finanziamento di 28mila euro.

“Abbiamo vinto il bando e abbiamo avuto pareri positivi sugli spazi- racconta Koch- ma tutto questo si è interrotto perché, secondo il Dipartimento Patrimonio, non siamo nella disponibilità del bene. Ci sono state recapitate lettere e comunicazioni prive di senso concreto e non potendo dire che decadevamo dal bando, ci è stato detto che è stata archiviata la nostra richiesta”.

Allo stesso tempo, però, “ci è stato chiesto di farci carico di lavori importanti sulla colonna idrica” continua Koch, in riferimento “all’intervento urgentissimo per infiltrazione d’acqua” nella chiesa di Santa Croce delle Scalette, all’interno del complesso del Buon Pastore, richiesto nella prima metà di marzo con raccomandata proprio dal dipartimento Patrimonio e Politiche abitative.

“La cosa più offensiva- aggiunge la presidente- è non essere considerate come interlocutrici: siamo state cancellate, siamo invisibili per questi uffici e continuiamo a navigare in una situazione di incertezza che non è più tollerabile” e che viene definita “rischiosa e grave”, perché “ci rende impossibile costruire attività e e progettare il futuro”.

Impossibile fare altri passi, per le attiviste, che il 20 ottobre 2018 sulla revoca della Convenzione hanno anche fatto ricorso al Tar, contestando l’ammontare del debito che l’amministrazione attribuisce alla Casa. Il problema, per il civico 19 di via della Lungara, non è però di tipo “amministrativo-contabile”, ma politico e abbraccia tutti i soggetti politici che nella Capitale vivono situazioni simili, come la Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’, presente in sala per offrire il proprio sostegno.

“La nostra domanda resta quella fondamentale: quale visione della città ha questa amministrazione?- chiede Koch- Come pensa di riconoscere le esperienze di base che i cittadini e le cittadine hanno sviluppato nel tempo? Noi l’estate la stiamo facendo, la continueremo a fare e la intendiamo come forma di resistenza a una situazione di incertezza che non siamo più disponibili ad accettare. Il nostro messaggio è ‘La Casa è aperta, la Casa non chiude’”.

A parlare per via della Lungara, secondo le attiviste, sono i riconoscimenti arrivati da tutto il mondo, da Vandana Shiva alla delegazione delle rappresentanti delle Pari Opportunità latino-americane, dalle delegazioni internazionali ospitate nei mesi scorsi alle oltre 100mila firme raccolte in pochi giorni a sostegno dello storico progetto dal basso del femminismo romano.

“Cercheremo di dare un segnale, il Comune c’è e intende dialogare, io non mi occuperò degli aspetti economico-finanziari ma di quelli culturali e sociali”, dichiara tra qualche brusio Fruci, che ammette di “non avere ancora tutti gli elementi per intervenire” ma promette “che appena si potrà avere la quadra dialogheremo meglio e di più”, mentre esprime sostegno alla Casa anche la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, che sottolinea l’importanza di “prendere decisioni quando si amministra”.

Presenti in sala anche le consigliere della Regione Lazio, Marta Leonori e Marta Bonafoni, oltre a Cecilia D’Elia, consulente per le politiche di genere del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “Oltre alla delibera a chiusura della scorsa consiliatura a favore della Casa, la Regione ha messo a disposizione due strumenti legislativi che l’amministrazione può usare- ricorda- La legge che riconosce i luoghi delle donne, che sono finanziabili e riconosciuti; e la legge sui beni comuni che prevede patti di collaborazione, utili in casi di rientri di debiti ma anche per la gestione”.

“Chi governa ha la responsabilità di trovare una soluzione rispetto a un orientamento. Quello che non si capisce qual è l’orientamento, un po’ come a livello nazionale. La prima sindaca donna- conclude- ci deve dire se riconosce il valore di questo spazio. Ad oggi non sembra, ma noi abbiamo messo a disposizione le risorse legislative per farlo”.

“La nostra battaglia va combattuta e per questo non rinunciamo a nessun evento in programma nè alle nostre attività- conclude la portavoce Maria Brighi parlando de ‘La Casa (S)piazza’- Se ci vogliono considerare disobbedienti saremo disobbedienti”.

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9 Luglio 2019
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