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Brevetti, Profumo: “Italia indietro rispetto agli altri Paesi europei”

A Venezia 500 esperti discutono di proprietà intellettuale e licensing nella conferenza internazionale dell'associazione Les

09/05/2022
licensing executives society

VENEZIA – “L’Italia ha una storia positiva nel settore della proprietà intellettuale. Il Governo Monti, con Patent Box e incentivi alle startup, ha accelerato un processo, riducendo il gap con gli altri Paesi europei. Purtroppo negli anni abbiamo perso terreno rispetto a Francia, Germania e Spagna“. Così l’ex ministro Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e componente del board dell’European Innovation Council, in occasione della prima giornata della conferenza internazionale dell’associazione Licensing Executives Society (Les), in programma fino a domani al Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, alla presenza di oltre 500 esperti in materia di proprietà intellettuale e industriale, del licensing e, più in generale, di innovazione provenienti da tutto il mondo.

“Bisogna ripartire da investimenti complementari con l’Europa per rendere più competitive le nostre startup. C’è un progetto europeo sul tema dell’innovazione – ha continuato Profumo – l’European Innovation Council rappresenta a questo proposito, un elemento centrale, non solo per le risorse a disposizione nei prossimi anni, circa 10 miliardi, ma soprattutto per l’indirizzo che sta dando ai diversi Paesi”. Profumo si è poi soffermato sulla lentezza burocratica in Italia: “Mi auguro che attraverso questa fase di normative inserite nel Pnrr ci sia la possibilità che il Paese si adegui agli standard europei. Ravviso una certa lentezza in Parlamento nella realizzazione del sistema normativo, come quello della giustizia civile, essenziale per il nostro Paese”.

E l’avvocato Mattia Dalla Costa, presidente di Les Italia (Licensing Executives Society) e partner dello studio legale Cba, si è inserito in questo filone di riflessione: “L‘auspicio è che grazie al Pnrr il nostro Paese possa registrare una riduzione dei tempi della burocrazia per facilitare il trasferimento tecnologico necessario al progresso e al miglioramento della qualità della vita”. Al contrario di quanto si possa credere, ha detto ancora Dalla Costa, “la protezione dei brevetti crea un circolo virtuoso: è una condizione necessaria perché le aziende siano disposte a investire in innovazione e ricerca. Senza investimenti in questi campi e senza che le aziende possano immaginare un ritorno dagli stessi, non si crea quel processo che alimenta la ricerca e che stimola brevetti futuri in un concatenarsi di azioni virtuose”.

I brevetti “creano una connessione positiva nel mondo delle imprese e nelle università e centri di ricerca. Grazie ai diritti derivanti dai brevetti si realizza un beneficio per le comunità e per la collettività, le aziende possono a loro volta finanziare nuove ricerche” ha affermato John Paul, presidente di Les International (Lesi).

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