Libia, il timoniere di ‘Aliseo’: “Più di cento colpi contro di noi”

peschereccio aliseo mazara del vallo
"L'inseguimento è durato un paio d'ore. Alla fine ci siamo arresi perché il comandante era ferito e sono stato io a chiedergli di fermarci"
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PALERMO – “Penso che abbiano sparato più di cento colpi contro di noi e inoltre ci hanno detto che siamo stati fortunati perché se avessero avuto dei cannoni a bordo…”. È il racconto fatto da Giacomo Giacalone, timoniere del motopesca ‘Aliseo’, dei drammatici minuti in cui andava in scena l’inseguimento della motovedetta libica nei confronti del natante della marineria di Mazara del Vallo, tornato a casa questa mattina.

In quegli attimi il ferimento del comandante del motopesca, Giuseppe Giacalone: “Si è salvato per miracolo- ha raccontato ancora il timoniere- L’inseguimento è durato un paio d’ore. I primi colpi sono stati sparati in aria, ma quando hanno visto che non ci fermavamo hanno iniziato a colpire i vetri della cabina. Alla fine ci siamo arresi perché il comandante era ferito e sono stato io a chiedergli di fermarci – ancora Giacalone – A quel punto sono saliti in tre, armati, a bordo e poi hanno portato il comandante sulla loro motovedetta”.

Giacalone e gli altri componenti dell’equipaggio sono stati ascoltati dagli uomini della Capitaneria di porto mentre i carabinieri hanno effettuato dei rilievi sul motopesca fermo al porto nuovo di Mazara del Vallo.

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