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Caporalato, Di Maio: “Pochi ispettori, penso a concorso straordinario”

In Italia esistono già delle leggi contro il caporalato e "vanno solo applicate". Ma per farlo "servono più ispettori del lavoro".
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ROMA – In Italia esistono già delle leggi contro il caporalato e “vanno solo applicate”. Ma per farlo “servono più ispettori del lavoro”. Così il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, intervenuto a Radio24, a proposito del tema del caporalato, di cui si è tornati a discutere dopo il drammatico incidente stradale di Foggia di ieri in cui hanno perso la vita 12 braccianti.

“E’ stata una giornata molto brutta per il nostro Paese- ha detto Di Maio, facendo riferimento anche al terribile incidente di Bologna innescato da una cisterna che trasportava gpl- Non dobbiamo fare nuove leggi, che ci sono già. Ma lo Stato oggi non è attrezzato per controllare la trasgressione e la violazione della legge. Sto pensando a un provvedimento urgente, quello di fare un concorso straordinario per gli ispettori del lavoro. Ne servono di più, andiamo avanti in Italia con poche centinaia di persone che devono controllare milioni di realtà di impresa, dove la stragrande maggioranza si comporta correttamente ma in questi casi, come quello dell’agricoltura e in alcune zone come la Piana di Gioia Tauro, o quelle del foggiano, il caporalato va controllato, va estirpato controllando azienda per azienda”.

Quindi, per Di Maio servono “più ispettori del lavoro che applichino leggi che già esistono contro il lavoro in nero. Si possono fare due cose: farne un’altra per fare un altro comunicato stampa o mettersi, controllare e applicare quelle esistenti”.

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