Raid Usa in Siria, monsignor Audo: “Distruggono per dividerci”

Per il vescovo caldeo di Aleppo il raid di questa notte non ha niente a che vedere con la difesa dei diritti umanitari
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ROMA – “Provo una tristezza enorme perché vogliono distruggere la Siria per poterla dividere”: monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas nazionale, parla con la DIRE dopo il bombardamento americano di questa notte. Il colloquio, via Skype, inizia dal raid motivato come reazione alla strage che sarebbe stata provocata dall’aviazione siriana impiegando armi chimiche contro la popolazione di Khan Sheikoun. Una risposta, questa americana, che secondo il vescovo avrebbe ragioni differenti dall’impegno a difesa dei diritti umani.

“E’ una tristezza molto grande, per noi tutti come Chiese e come cristiani” dice monsignor Audo. “E’ chiaro che c’è un progetto internazionale per distruggere la Siria e dividerla“. Secondo il vescovo, è un piano che continua; e si inseriscono in questo contesto le ricostruzioni del bombardamento di martedì. “Hanno parlato dell’impiego di armi chimiche per preparare il raid di questa notte” denuncia monsignor Audo. Convinto dell’esistenza di un piano ordito da “potenze che perseguono interessi propri e non quelli del popolo siriano”. E le promesse di un negoziato politico, che rimbalzano da Mosca a Bruxelles e a New York? “La Siria– si limita a rispondere il vescovo- avrebbe tutto per restare unita“. Una convinzione che resiste anche oggi, secondo monsignor Audo: “Dopo anni di lutti ad Aleppo ci stiamo preparando alla Settimana santa; sappiamo che per la pace, che ora appare lontana, serve tutta la nostra fede e il nostro impegno ‘hic et nunc’, qui e ora”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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