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Disfunzioni d’organo, al Camp 6 Siaarti si parla della principale causa di degenza ospedaliera

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Giarratano: "Solo l'approccio multidisciplinare garantisce le migliori cure"
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ROMA – La pandemia Covid-19 ha reso evidente che la disfunzione d’organo – respiratoria, coagulativa, neurologica, cardiovascolare – se non adeguatamente trattata e supportata conduce a morte il paziente. Il tema della disfunzione d’organo è alla base di tutte le sindromi acute che compromettono le funzioni vitali ed è sempre attuale, rappresentando la principale causa di accesso alla degenza ospedaliera e al sistema sanitario con particolare coinvolgimento della rete dell’emergenza e terapie intensive. Proprio su questa tematica è sviluppato il programma del CAMP6 Siaarti – Congresso di Anestesia e Medicina Perioperatoria, che si apre domani a Palermo (evento ibrido, 7-8 luglio, Università degli Studi di Palermo, Complesso Didattico della Scuola di Medicina e Chirurgia; https://www.siaarti.it/events/48011) con il coordinamento scientifico di Antonino Giarratano (Presidente eletto SIAARTI, Direttore della Scuola di Specializzazione in Anestesia Rianimazione Terapia Intensiva e del Dolore dell’Università di Palermo), Massimo Girardis (Responsabile Comitato Formazione-Siaarti), Giacomo Grasselli (Responsabile Rianimazione e Terapia Intensiva-SIAARTI) e Pasquale Sansone Rappresentante Regioni del Sud-Siaarti).

“Siaarti dedica una due giorni alle disfunzioni d’organo perché questo argomento fortemente impattante sulla salute e sull’organizzazione sanitaria è il comune denominatore che definisce critico il paziente, come ha mostrato anche la pandemia Covid-19- precisa Antonino Giarratano- Politrauma, infezioni e sepsi, insufficienza epatica, arresto e scompenso cardiocircolatorio sono tutte condizioni che richiedono il nostro intervento come anestesisti-rianimatori: sono disfunzioni che possono sorgere primariamente per fatti acuti o possono derivare da situazioni predisponenti già presenti nel paziente e che possono complicare il percorso perioperatorio di un intervento chirurgico”.

COME SI ARTICOLERÀ IL CONGRESSO

Il Congresso prevede 26 sessioni su tematiche diversissime: supporto emodinamico e respiratorio; supporto alle alterate funzioni neurologiche e metaboliche; acquisizione di competenze per diagnosticare e trattare i principali quadri di interesse intensivologico (dalla sepsi ai politraumi, alle patologie tempo dipendenti -IMA, ICTUS, arresto cardiocircolatorio); disfunzioni e trapianto; disfunzioni e nutrizione; complicanze post-operatorie.

GLI OBIETTIVI DI CAMP6

Quali sono gli obiettivi formativi e professionali del CAMP6?

“Sicuramente l’aggiornamento professionale in campo specialistico- prosegue il presidente eletto SIAARTI- anche attraverso la revisione e la diffusione delle buone pratiche cliniche e delle linee guida, la presentazione di studi scientifici che sono stati anche da Siaarti supportati e che rappresentano la base della medicina basata sull’evidenza scientifica. E poi non vorrei dimenticare che avremo un importante confronto finalmente ‘face to face’ tra specialisti della nostra disciplina e con specialisti di altre discipline: solo approccio multidisciplinare garantisce le migliori cure al paziente critico”.

AL CAMP6 LE CRITICITÀ NELLA LOTTA AL COVID19

– Nello specifico ci sono esperienze e criticità della lotta alla SARS-CoV2 che verranno condivise in modo particolare durante il CAMP6?

“Oltre alla lotta alle infezioni ed agli studi sulla risposta immunitaria al microorganismo”, conclude Antonino Giarratano, “particolare focus sarà rivolto al supporto d’organo con tecniche extracorporee come l’Ecmo, tecnica di ossigenazione extracorporea utilizzata nei casi più gravi dei Covid-19. In realtà non c’è una disfunzione d’organo che non sarà trattata con approfondimenti durante questo Congresso che si presenta nel nostro Paese come il più ricco di contenuti e di relazioni su un argomento davvero rilevante per tutto il mondo clinico”.

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