Milano, bordate da sinistra ai convenevoli Sala-Albertini

sala albertini
Per Mariani di 'Milano in Comune' gli scambi di battute tra Sala e Albertini "svelano come ormai il centrosinistra sia solo centro con qualche spruzzata di verde"
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MILANO – Due sinistre, due anime molto lontane a Milano. Mentre Gabriele Albertini annuncia che non sarà il candidato di centrodestra per le prossime elezioni milanesi, sono diverse le reazioni tra le varie componenti politiche che andranno alla corsa per comporre giunta e Consiglio comunale, soprattutto quelle più spostate a sinistra.

Per la compagine di Milano Unita, la sinistra di ‘governo’ milanese che appoggia la candidatura del primo cittadino uscente, Giuseppe Sala, Albertini è “una minestra riscaldata”, dunque e’ logico che non funzioni: “Salvini non capisce che il vuoto di visione non può essere colmato da qualche nome conosciuto”, affermano dalla formazione capitanata dal leader dei comitati arancioni e attuale componente di giunta, Paolo Limonta.

Di tutt’altro tono le riflessioni espresse da Gabriele Mariani, candidato sindaco di quella parte di sinistra ‘opposta’ alla coalizione Sala-centrosinistra, appoggiato dalla compagine ‘Milano in Comune’, guidata dall’attuale e ‘storico’ consigliere comunale Basilio Rizzo. “Quello che si legge sui giornali oggi a proposito della vicenda Sala-Albertini ha del patetico”, afferma. Infatti, “invece di pensare a un modello alternativo di città, dato che quello Expo-eventificio-città vetrina ha fallito- aggiunge- siamo alle trattative private tra destra e sinistra“.

Insomma, secondo Mariani, “dietro gli scambi di cortesie” tra Sala ed Albertini “ci sono però un progetto politico e una visione della città che svelano come ormai il centrosinistra sia solo centro con qualche spruzzata di verde, che si sa quest’anno si porta su tutto”. Ecco perché per Mariani “la cittadinanza è chiamata a un compito importante in questa tornata elettorale: decidere tra la politica degli accordi tra vecchi amici o quella della partecipazione”.

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